Ancora poche ore e si accenderanno i riflettori sugli streaming delle nuove puntate della terza serie de “La casa di carta”. La produzione non in lingua inglese, più vista su Netflix che sarà distribuita in 190 Paesi nel mondo. La banda delle tute rosse e con le maschere di Dalì, è sparsa in tutto il mondo, dopo aver sottratto un miliardo di euro alla Zecca di Stato spagnola. Tutti si sono rifatti una vita, godendo del benessere dell’improvvisa ricchezza per uno dei furti più eclatanti della storia spagnola. Ma d’un tratto la vita tranquilla dei ricchissimi latitanti viene interrotta da una notizia inaspettata: uno dei componenti è stato catturato dalle forze di polizia. L’unico modo per salvare lo sfortunato compagno è organizzare un nuovo e grandissimo furto. Una sfida architettata nuovamente dalla mente del gruppo: Il Professore (Alvaro Morte).

Incontriamo in un albergo milanese del centro, il 23enne Miguel Herran che presta il volto di Rio. Atletico, maglietta bianca, jeans, sorriso affascinante. Sembra anche molto più giovane di quanto appaia in video. Grazie alla sua grande passione per i videogiochi, Rio è entrato nella banda come hacker internazionale al servizio del Professore. Romantico e fedele in amore, il suo punto debole e grande amore è Tokyo per la quale è disposto a rischiare tutto. “La cosa importante – spiega subito Miguel -, è lottare sempre per qualcosa a cui si tiene molto. Vale per le persone, come per i sogni”.

Miguel, che ha già conquistato nel 2013 il Premio Goya (l’Oscar spagnolo, ndr) come Miglior Attore Rivelazione, si aspettava che “La casa di carta” sarebbe giunta alla terza edizione. “Ero l’unico che ci credeva – confessa -. Dicevo sempre a tutti che, contrariamente al piano iniziale, non ci saremmo fermati alla prima serie. Infatti eccoci qui, proprio come avevo detto. Sapevo che la gente si sarebbe appassionata alle nostre vicende. E poi la terza serie, come vedrete, sarà fantastica perché abbiamo quintuplicato il budget (ride, ndr), quindi vedrete molte cose in più sul set rispetto alle prime due serie”.

Impegnato anche sul set di un’altra serie Netflix, “Elite” che uscirà a settembre 2019, Miguel tira un po’ le somme del successo a soli 23 anni. “Non posso negare che nella mia vita sia tutto cambiato – racconta – . Ci sono gli aspetti positivi ma anche negativi nell’essere popolari. Non è sempre tutto rose e fiori. La vita professionale come anche quella personale, sono aspetti difficili da gestire perché sei sempre sotto i riflettori e la gente giudica ogni cosa che fai. Cosa piace di più ai fan? Cosa piace meno? Sono domande che inevitabilmente ti fai. Vorremmo essere trattati come esseri umani e invece si è sempre in bilico tra essere un animale da circo e essere un tipo fighissimo. E’ molto difficile trovare un equilibrio e forse la società ci impone di essere un prodotto del sistema”.

Mentre il discorso si fa serio, Miguel scarabocchia su un foglio quasi a fermare i suoi pensieri e a rallentarli, per dire la cosa giusta nel momento giusto. Tutto il contrario del suo personaggio, Rio, che sull’onda dell’impulso (e dell’amore) alimenterà il grande motore della terza edizione de “La casa di carta”. Il tempo della chiacchierata è finito, rispunta all’improvviso il sorriso del ventenne, mentre sorseggia latte e ghiaccio. In fondo il successo ha un gusto piacevole.

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