Mi piace una tv sincera, leale e non urlata“, ha detto Pierluigi Diaco qualche settimana fa al Corriere della sera dove ha spiegato di ispirarsi a “Maurizo Costanzo per la sua curiosità, Bruno Vespa per l’autorevolezza, Corrado per il garbo, Enzo Tortora per la lealtà. E poi sottoscrivo le parole di Gianni Boncompagni: mi diceva sempre che la tv deve essere jazz, improvvisata.” In onda ha aggiunto che “Io e te”, il programma che conduce dopo il Tg1 delle 13.30 dal lunedì al venerdì, è ispirato alla tv di Arbore che potrebbe aver già scatenato i legali.

Ambizioso, verrebbe da dire. Pigi, come lo chiamano in molti, nel suo curriculum conta esperienze da giornalista, speaker radiofonico e autore televisivo. Pupillo di Maurizio Costanzo, opinionista televisivo e concorrente de L’Isola dei Famosi. Diversi retroscena avevano parlato di un veto sul suo nome da parte dell’ad Salini, altri avevano iscritto il suo sbarco su Rai1 in quota Salvini. Chiacchiericci estivi mai confermati.

“Quello che potremmo fare io e te non lo puoi neanche immaginare”, canta Vasco Rossi. Canta anche Diaco a inizio puntata intonando la sigla, quella di un programma che, senza troppi giri di parole, si può considerare camomilla per anziani. Io e te, l’errore partendo dal titolo: basta “Io“. Diaco è sfacciatamente egoriferito: io al centro della scena. Nella tv del noi tutto gli è utile per portarsi al centro: aneddoti, amicizie, saluti, ospitate.

Guarda in camera con sguardo fisso, ha un buon italiano che usa per brevi monologhi. Retorica e logorrea la fanno da padrone. Diaco ricorda il rappresentante dell’istituto, quello che durante le assemblee racconta ciò che ha “rubato” sul bignami che aveva in tasca. Poi imbraccia la chitarra, si sente impegnato, rafforza la forma ma ti lascia l’idea di vuoto nella sostanza. E tu, pubblico di Rai1, sei li perché non puoi essere altrove. Camomilla per anziani, dicevamo.

In diretta tv legge il vangelo, in diretta tv sbotta contro Vira Carbone perché schiava del telefono e della tecnologia. Ah, signora mia. Diaco si descrive come il pubblico che lo guarda, ammicca alla signora che fa l’uncinetto ma ha la puzza sotto al naso che rende inutili i suoi propositi. I toni non sono urlati ma gli argomenti spesso larghi: la felicità, per citarne uno. Camomilla per anziani, dicevamo.

Albano, Venier, Vespa, Zanicchi, De Sio e tanti altri: in fila per essere intervistati dall’ex enfant prodige che piace alla gente che piace. Al suo fianco Valeria Graci, con un ruolo non definito che non la valorizza, e Sandra Milo, unica nota positiva con la sua posta del cuore. Gli ascolti sono fermi intono all’11% (con picchi negativi del 10% e positivi del 12%), un risultato mediocre seppur contro le soap di Canale 5. A pochi giorni dal debutto Diaco aveva già ottenuto la promozione nei palinsesti invernali. Per lui si era pensato alla domenica pomeriggio dopo Mara Venier, poi affidata alla discussa Fialdini, e aggiungiamo noi un retroscena.

Per far posto al suo programma al sabato pomeriggio i vertici avevano pensato di spostare Passaggio a Nord Ovest di Alberto Angela al lunedì sera in seconda serata. Alla fine “Io e te”  andrà in onda di sabato sera a mezzanotte circa. “Come nelle favole” della Rai del cambiamento.

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