Di Serena Williams e Roger Federer, impegnati ad inseguire l’ennesimo trionfo a Wimbledon, impressiona la longevità agonistica. Entrambi classe 81, Roger l’8 agosto e Serena il 26 settembre festeggeranno, ancora in campo, i 38 anni. Longevi ma non solo, ancora competitivi e affamati. Wimbledon è la loro preda preferita: otto successi per lo svizzero, sette per l’americana.

Sembrerebbe una storia parallela, ancora più se si fa il conto degli Slam vinti: Federer è il primatista fra gli uomini con 20 vittorie nei quattro grandi tornei, Serena insegue da un po’ il 24esimo titolo che l’affiancherebbe a Margareth Smith Court. Federer lotta con se stesso mentre Serena sfida il passato?

È così, ma non è così semplice l’analisi di un percorso straordinario cui noi “contemporanei” siamo assuefatti, abituati appunto perché abbiamo visto nascere, tennisticamente parlando, queste stelle e le stiamo accompagnando sino al ritiro. È vero che Federer è stato il primo a raggiungere i 20 Slam e si pensa potrà chiudere la carriera in testa a questa classifica. Ritoccare quel numero è per lui prestigio personale, conferma di una ritrovata freschezza dopo i 35 anni, ma soprattutto un modo per distanziare un rivale pericolosissimo come Rafa Nadal (ma anche Novak Djokovic). Lo spagnolo a 18 e il serbo a 15, intanto, sono in corsa anche per questo Wimbledon, ma hanno rispettivamente cinque e sei anni meno di Federer.

Anche le certezze più incrollabili possono crollare. Per antonomasia Federer è “quello che ha vinto più Slam”, ma questo assunto potrebbe cambiare e aprire altre infinite discussioni, con punti di vista e numeri diversi che vertono sulla domanda delle domande: chi è il più forte?

In campo femminile la più forte è sempre stata Serena: la sua “mancanza” ha generato la recente anarchia. Vincitrici di Slam sempre diverse, numeri 1 da una settimana e via. Il movimento ha bisogno della “donna forte”? Forse sì, soprattutto se la missione è inseguire un record vecchio di 46 anni, epocale direi. Serena ha segnato la sua epoca e salire quell’ultimo gradino è sembrato pesarle. L’erba di Wimbledon può rendere l’assalto al record più morbido ed epico.

Già l’epica tennistica su questi due inizierà il giorno stesso del loro ritiro. Avremo immagini, video, libri e articoli a fiumi per rivederli, ricordarli e rimpiangerli. Tornando ai numeri, sono certo l’abbiate fatto anche voi – un tempo con gli almanacchi, ora anche con Internet – di scorrere i plurivincitori degli anni addietro provando a immaginare cosa voleva dire dominare a quel tempo e paragonarlo all’oggi.

Il paragone fra epoche diverse è costituzionalmente impossibile, ma provate a immaginare quando un giorno un bimbo vi chiederà come è stato possibile che Roger Federer e Serena Williams abbiano vinto così tanti tornei. Ho scritto “così tanti” perché i numeri potrebbero essere ritoccati e il tempo di rispondere al bimbo e di fare epica su Roger e Serena non è ancora arrivato.

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