Una presunta incursione di un hacker e un blitz non riuscito da parte di simpatizzanti di Forza Nuova. E ora il Partito Democratico si sente sotto attacco. “Denunciamo una macchinazione sul web cui è seguita un’iniziativa politica”, ha detto il responsabile della comunicazione, Marco Miccoli.

Il primo episodio è avvenuto nella mattinata di giovedì. Proprio nei minuti antecedenti ad un incontro con la stampa convocato nella sede del Nazareno, tutte le piattaforme online del Pd sono andate ‘in down‘, rendendo impossibile visitarle a chiunque. “Sono stati irraggiungibili i siti del Partito Democratico, del gruppo dei senatori e di Democratica“, ha spiegato il dirigente dem. Che poi azzarda: “Si tratta di una circostanza inquietante e davvero sorprendente, avvenuta in coincidenza con la conferenza stampa organizzata per presentare le denunce e le iniziative giudiziarie contro le diffamazioni online“. La “campagna di diffamazione” cui allude Miccoli fa riferimento ai numerosi fotomontaggi circolati sui social network nei giorni scorsi, fra cui una (evidentemente) falsa cena di pesce a bordo della Sea Watch condivisa fra i migranti e i parlamentari saliti a bordo della nave dell’ong. “Noi abbiamo deciso di partire con una serie di denunce a tutto questo. E’ venuto il momento di dire basta”.

Oltre a questo episodio, Miccoli e il Pd denunciano il blitz “avvenuto due giorni fa da parte di due persone che hanno tentato di entrare nella stessa sede, con le stesse dinamiche con cui li hanno visti affiggere manifesti all’esterno delle nostre sedi. Il nostro servizio d’ordine li ha cacciati. Loro hanno lasciato un volantino. Si sono dichiarati di Forza Nuova“. I protagonisti dell’incursione sono stati ripresi dalle videocamere di sorveglianza e le immagini sono ora al vaglio della Digos per l’identificazione e la successiva denuncia. “Il Pd ha subito attacchi anche a diverse sedi locali, da Palermo, Bergamo e Fiumicino.” Tornando agli attacchi sui social, Miccoli spiega che il partito di Zingaretti “pensa che dietro ci sia un’organizzazione. C’è l’esigenza di un’apertura di un’inchiesta“. Poi fa riferimento ai parlamentari che hanno condiviso le fake-news: “Vogliamo dire che non c’è l’immunità sui social. Anche i singoli verranno denunciati“.

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