“Proseguiremo le operazioni di salvataggio in mare”. I responsabili di Sea Watch hanno assicurato che la ong non interromperà la sua azione nel Mediterraneo centrale, auspicando una “soluzione politica” in modo che “situazioni del genere non tornino a ripetersi”. Le parole del portavoce Ruben Neugebauren sono arrivate nella giornata in cui, stando a quanto riferito dallo Spiegel online, la Germania si farà carico dell’accoglienza di una dozzina di migranti salvati dall’imbarcazione battente bandiera olandese.

Una decisione trapelata proprio mentre l’organizzazione non governativa esprimeva delusione per l’atteggiamento del governo tedesco e dell’Europa, ricordando che già dalla vicenda della nave Aquarius un anno fa la situazione si sarebbe dovuta risolvere ma “si sono accampate scuse, si è dato la responsabilità agli altri dicendo che bloccavano la situazione e dicendo che serve una soluzione europea”.

Una soluzione europea “sarebbe bella”, aveva aggiunto Neugebauren, ma il governo tedesco “dovrebbe impegnarsi in modo pro-attivo senza aspettare gli altri”. In questo senso, ha aggiunto, “si dovrebbe permettere alle città tedesche che hanno chiesto di accogliere i migranti, di renderlo possibile”. Sono oltre 60 le città e comuni in Germania hanno dato la disponibilità ad accogliere le persone salvate in mare. Tuttavia, fino ad ora il governo aveva auspicato il raggiungimento di un accordo a livello europeo. Evidentemente, da parte del ministero dell’Interno di Berlino c’è stato un via libera in seguito anche alle trattative che si sono svolte al margine del Consiglio Europeo di Bruxelles

In queste ore, intanto, la Sea Watch 3 ha lasciato il porto di Lampedusa per raggiungere Licata. A scortare la nave della ong tedesca, che è sotto sequestro, le motovedette della Guardia di Finanza. Al porto di Licata, l’imbarcazione, battente bandiera olandese, resterà ancorata per consentire nuovi accertamenti e perquisizioni da parte degli inquirenti. La nave è stata sequestrata nell’ambito del primo procedimento, quello per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nel quale risulta iscritta nel registro degli indagati il comandante Carola Rackete. Entro questa sera arriverà la decisione del gip del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, sulla convalida dell’arresto della 31enne tedesca per resistenza o violenza contro nave da guerra e resistenza a pubblico ufficiale.

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