Dopo l’aumento di maggio, l’Istat stima una nuova flessione a giugno dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 111,6 a 109,6, il livello più basso da luglio 2017) così come delle imprese (da 100,2 a 99,3). Lo scorso mese era stata registrata una dinamica positiva dopo tre mesi consecutivi di calo, mentre ora l’Istituto di statica rileva un nuovo peggioramento. Per quanto riguarda i consumatori, tutte le componenti dell’indice sono in calo: in particolare quelle legate al clima economico e al futuro. Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia registra una flessione nel comparto manifatturiero e, soprattutto, nelle costruzioni (da 144,3 a 140,9), mentre nel commercio al dettaglio sale da 102,7 a 104,7. Per le imprese, il livello destagionalizzato dei climi di fiducia di giugno è comunque di poco superiore alla media dei primi cinque mesi dell’anno, mentre per i consumatori si rileva un differenziale negativo di oltre due punti.

Nell’industria manifatturiera, in particolare si rileva un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione. Solo il saldo relativo alle scorte di magazzino è in aumento. Nelle costruzioni la dinamica negativa dell’indice è trainata dal deciso ridimensionamento delle aspettative sull’occupazione presso l’azienda a cui si unisce un peggioramento dei giudizi sugli ordini.

Con riferimento al settore dei servizi, si segnala il peggioramento dei giudizi sugli ordini e sull’andamento degli affari mentre le attese sugli ordini sono in aumento. Nel commercio al dettaglio, l’incremento dell’indice è dovuto al miglioramento dei giudizi e, soprattutto, a quello delle attese sulle vendite, diffuso sia alla grande distribuzione sia a quella tradizionale. Il saldo dei giudizi sul livello delle giacenze diminuisce.