I consumatori italiani stanno perdendo o acquistando fiducia nell’andamento dell’economia? Il confronto tra la fotografia scattata dal recente rapporto Nielsen e le rilevazioni dell’Istat è spiazzante. Secondo il primo, nel quarto trimestre del 2018 l’indicatore è lievemente aumentato. Mentre l’istituto di statistica ha dato conto di una discesa graduale, anche se non costante, che ha portato l’indicatore dai 116 punti di settembre ai 113,1 di dicembre e poi ancora giù a 112,4 a febbraio. Ma la differenza si comprende meglio se si confrontano i metodi con cui sono ottenuti i dati. La multinazionale dei sondaggi di mercato interpella 500 utenti del web mentre l’indagine mensile Istat si basa su un campione casuale di circa 2mila persone estratte dall’elenco degli abbonati al telefono fisso.

LA METODOLOGIA NIELSEN – Le stime diffuse il 28 febbraio (relative a ottobre, novembre e dicembre 2018) sono quelle rilevate dalla Conference Board® Global Consumer Confidence™ Survey, svolta in collaborazione con Nielsen, che si basa sulla percezione che i consumatori hanno delle condizioni economiche e occupazionali nel proprio Paese, nonché sulle loro aspettative per i 12 mesi successivi riguardo lo stato delle proprie finanze e la loro propensione al consumo. I risultati del sondaggio si basano sulle risposte fornite online da un campione di 32mila persone in 64 Paesi, quindi 500 persone in Italia. ponderato affinché sia rappresentativo della popolazione connessa a Internet. I risultati del sondaggio si basano quindi sui comportamenti dichiarati.

I DATI SULL’ULTIMO TRIMESTRE 2018 – Secondo il rapporto elaborato con questa metodologia la fiducia dei consumatori italiani nel quarto trimestre 2018 ha continuato a crescere, arrivando a quota 70 punti, segnando un incremento di un punto rispetto al trimestre precedente (il terzo del 2018). Migliorano la percezione della propria situazione finanziaria, la propensione all’acquisto e le aspettative occupazionali. Nel dettaglio sale di un punto, dal terzo al quarto trimestre 2018, la percentuale di chi è ottimista riguardo lo stato delle proprie finanze (33%) e cresce di 2 punti la propensione al consumo (arrivando al 27%). Aumenta sì il numero di persone che ritiene che il Paese sia in recessione (dal 78 al 79%), ma sono di più anche quelli convinti che dalla recessione si uscirà nel 2019. Siamo al 21%, rispetto al 15% del trimestre precedente e all’11% rispetto allo stesso periodo del 2017. In generale, la crescita su base tendenziale (+2 punti) è in continuità con quanto accaduto nel penultimo trimestre 2018 (luglio-agosto-settembre).

IL METODO ISTAT – L’Istat invece elabora l’indice del clima di fiducia sulla base di nove domande ritenute maggiormente idonee per valutare l’ottimismo o il pessimismo dei consumatori. Il campione è di duemila persone chiamate al telefono fisso. “Si tratta di quesiti – come spiega lo stesso istituto sul suo sito – che riguardano giudizi e attese sulla situazione economica dell’Italia, attese sulla disoccupazione, giudizi e attese sulla situazione economica della famiglia, opportunità attuale e possibilità future del risparmio, opportunità di acquisto di beni durevoli e giudizi sul bilancio familiare”. I risultati delle nove domande vengono aggregati tramite una media aritmetica semplice. Questi dati sul clima totale vengono poi ‘disaggregati’ nuovamente per poter avere dei focus specifici: sul clima economico (tenendo in considerazione i giudizi e attese sulla situazione economica dell’Italia e le attese sulla disoccupazione), sul clima personale partendo dalle sei domande sul clima di fiducia (situazione economica della famiglia, opportunità attuale e possibilità future del risparmio, opportunità di acquisto di beni durevoli e bilancio finanziario della famiglia), sul clima corrente per il quale si tiene conto della media dei giudizi su situazione economica dell’Italia e della famiglia, opportunità attuale del risparmio e acquisto di beni durevoli e bilancio finanziario della famiglia e infine sul clima futuro (media delle attese che riguardano la situazione economica dell’Italia e della famiglia, la disoccupazione, le possibilità future di risparmio).

LA RILEVAZIONE DELL’ISTITUTO DI STATISTICA – Fatta questa premessa, se per Nielsen la crescita di fine 2018 è in continuità con quanto era accaduto nel penultimo trimestre (luglio-agosto-settembre), a luglio 2018 l’Istat stimava che l’indice del clima di fiducia dei consumatori fosse rimasto su livelli analoghi a quelli del mese precedente (da 116,2 a 116,3) e registrava una sostanziale stabilità anche per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 105,5 a 105,4). Quel dato sulla stazionarietà dell’indice di fiducia dei consumatori rifletteva le dinamiche di diverse componenti: da un lato quelle economica e futura (in calo) e dall’altro quelle del clima personale e corrente (in aumento). Ad agosto l’Istat ha poi stimato un peggioramento del clima di fiducia dei consumatori rispetto a luglio dovuto principalmente al deterioramento della componente economica, mentre quella personale aumentava per il secondo mese consecutivo. Un calo caratterizzava sia il clima corrente che quello futuro. A settembre 2018 è stato stimato un aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, con tutte le componenti in miglioramento, questa volta anche il clima economico e quello futuro.

E veniamo ai dati relativi agli ultimi tre mesi del 2018, lo stesso arco temporale preso in esame nell’indagine Nielsen. A ottobre 2018 l’Istat ha stimato un aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese subiva un’ulteriore flessione. E’ migliorato però solo il clima futuro, mentre quello corrente e il clima personale diminuivano e la componente economica restava stabile. Peggio è andata a novembre, con una flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori e tutte le componenti in calo, seppure con intensità diverse, ad eccezione del clima personale per il quale è stato rilevato un lieve aumento. A dicembre 2018 un’altra flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1, ancora una volta con tutte le componenti in peggioramento: il clima economico è passato da 131,5 a 129,4, il clima personale da 108,9 a 107,0, il clima corrente da 111,5 a 110,0 e il clima futuro da 118,7 a 116,0.

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