Giancarlo Giorgetti sconfessa Claudio Borghi sui minibot. Il sottosegretario leghista ha liquidato con una battuta l’idea del presidente della commissione Bilancio della Camera: “C’è ancora chi crede a Borghi? Ma vi sembrano verosimili i minibot? Se si potessero fare, li farebbero tutti”. A neanche una settimana dall’ultima da quando Borghi aveva ‘calendarizzato’ l’introduzione per pagare i debiti della pubblica amministrazione, quindi, Giorgetti boccia l’idea, come aveva fatto già più volte il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Le dichiarazione del sottosegretario, fanno sapere fonti del Movimento 5 Stelle, “ci hanno sorpreso, sono una proposta che la Lega ha voluto inserire nel contratto di governo, la retromarcia ci ha sorpreso per questo. Ad ogni modo quel che conta è pagare subito le imprese creditrici, la Pubblica amministrazione deve sanare tutti quei debiti che ha con le imprese ormai da troppi anni”.

L’uscita perentoria di Giorgetti ha provocato la reazione anche del presidente leghista della commissione Bilancio: “Poverino, Giorgetti è lì che aspetta una cosa importante come le Olimpiadi e gli rompono le scatole con i minibot. È probabile che poi uno sbotti”, ha commentato a Radio Capital. A proposito dell’accusa di essere strumenti di pagamento “inverosimili” Borghi ha risposto che “sono verosimili, vero è che non sono mai stati fatti. È una cosa che abbiamo discusso tante volte, anche di recente, Salvini è d’accordo. Non c’è alcun incidente con Giorgetti. Certo è una cosa molto coraggiosa, difficile da portare a casa viste le reazioni negative di mezzo mondo”. 

Il 18 giugno, il presidente leghista della commissione Bilancio aveva spiegato che “l’idea sarebbe farli con la legge di Bilancio, entro l’anno, per poi farli entrare in vigore nel 2020″, probabilmente dall’estate. E Borghi aveva anche aggiunto che sarebbe stato disposto a farsi pagare il suo stipendio in minibot: “Sì, assolutamente. Se ci fossero, volentierissimo”, aveva aggiunto.

I Buoni del Tesoro di piccolo taglio proposti dalla Lega erano già stati ‘stracciati’ da Tria lo scorso 9 giugno: “Non è una questione principale che andremo a trattare a livello di governo”, aveva tagliato corto il numero uno di via XX Settembre provocando la reazione di diversi esponenti del M5s e della Lega, che già nei giorni precedenti lo avevano sollecitato a trovare una soluzione. Poi era stato ancora Borghi a rilanciare, dicendo che Conte e Tria “erano spaventati dalla disinformazione, ma le leggi le fa il Parlamento”.

Ora tocca a Giorgetti che però nelle scorse settimane aveva mostrato un’apertura catalogandoli come “una delle possibilità, una delle soluzioni” per pagare i debiti della p.a. spiegando che “tutte le soluzioni nuove sono contestate, non dico che siano la Bibbia, ma sono una proposta per accelerare i pagamenti, una delle possibilità, una delle soluzioni”, pur sottolineando subito dopo che “la strada maestra è quella della crescita”.

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