I minibot sono “una delle possibilità, una delle soluzioni“. Il giorno dopo le critiche di Mario Draghi e il giudizio negativo dell’agenzia di rating Moody’s, è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti a dare una legittimità a quella che finora era rimasta una mozione approvata dalla Camera con voto bipartisan per introdurre dei titoli di Stato di piccolo taglio come strumento per velocizzare i pagamenti della pubblica amministrazione alle aziende creditrici. I timori del presidente della Bce e dei mercati è che si trasformino di fatto in una valuta parallela, tanto da contribuire nei giorni scorsi a spingere lo spread fino a quasi 300 punti. Accusa a cui risponde direttamente Matteo Salvini, non escludendo a sua volta l’idea di introdurre i minibot: “Non sono moneta, però qua c’è l’emergenza di pagare i debiti della pubblica amministrazione nei confronti di famiglie e imprenditori. Sono decine di miliardi di euro che già sono debito dello Stato, quindi in che forma restituirli è tutto da valutare e ci stiamo ragionando”.

Tutte le soluzioni nuove sono contestate, non dico che siano la Bibbia, ma sono una proposta per accelerare i pagamenti, una delle possibilità, una delle soluzioni: ma la strada maestra è quella della crescita“, ha detto il sottosegretario Giorgetti a proposito dei minibot durante un comizio a Mirandola, nel Modenese. Eppure, subito dopo l’ok alla mozione approvata per errore anche da Pd e PiùEuropa, era stato direttamente il ministero dell’Economia a precisare che la misura non è necessaria. “Non c’è”, aveva detto il Mef, “nessuna necessità né sono allo studio misure di finanziamento di alcun tipo, tanto meno emissioni di titoli di Stato di piccolo taglio, per far fronte a presunti ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni italiane”, i cui tempi sono “in costante miglioramento”.

L’agenzia di rating Moody’s in una nota ha criticato l’opzione minibot, definendoli “un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e la preparazione dell’uscita dell’Italia dall’Eurozona”. “Il semplice fatto che la proposta sia tornata alla ribalta è credit negative“, ossia un fattore negativo sul giudizio nei nostri confronti. Poi nel pomeriggio di giovedì sul punto si era espresso in una frase anche il presidente della Bce Draghi: “Non sarebbero legali. O sono denaro o sono debito”. La proposta è stata bocciata anche dalle stesse imprese che i minibot li dovrebbero ricevere: “Siamo in linea con Draghi, perché significa debito pubblico”, ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Il problema – ha aggiunto – è che noi non possiamo più realizzare debito pubblico, salvo che lo facciamo per investimenti nella logica degli eurobond, da concordare con gli altri Paesi”.

Un’uscita dell’Italia dall’Euro “non è minimamente nei nostri programmi e nelle nostre intenzioni”, ha replicato Salvini. Il ministro dell’Interno nega che i minibot sarebbero una valuta parallela e aggiunge: “Spero che le agenzie di rating ci permettano di dare da mangiare agli italiani. Le monete alternative le usiamo al Monopoli“. Con la stessa metafora però la proposta dei minibot è stata criticata anche dai Giovani imprenditori di Confindustria: “Pensare che il problema del debito pubblico sia risolvibile con i minibot è come provarci con i soldi del Monopoli”.