Paolo Marchese è di Trani da sempre. Pescatore, marinaio imbarcato in molte navi, ha girato il mondo e oggi, ad una mitica età indecifrabile, si è fermato sul Porto di Trani, mettendo in piedi un luogo, che tutti riconoscono essere: un atipico luogo di Resistenza. E’ proprio al centro del porto su un piazzale belvedere che non può passare inosservato, perché la musica che fuoriesce da questo luogo è di Mozart, Verdi, Brahms, e si scontra con i ritmi assordanti fusion e metallici dei locali stellati che lo circondano.

Paolo è ogni giorno al centro del porto con la migliore vista, nel suo caffè Nautico, che resiste a suon di cultura e umiltà.

Due tavolini con umili sedie, che vengono sempre presi d’assalto dai numerosi stranieri che transitano quotidianamente. Un luogo da letteratura, basta leggere le numerose recensioni su Tripadvisor che lasciano in tutte le lingue i fortunati viaggiatori che hanno avuto la fortuna di trascorrere in questo luogo momenti del loro viaggio. E’ una esperienza mistica, si legge, una emozione, quel luogo è una pepita unica in Puglia, abbiamo trovato frammenti di bellezza indimenticabili. Davvero stupefacente.

Ma qual è il segreto di Paolo, che oggi chiede al Comune, invano, di poter avere uno spazio per una libreria sul mare? L’ostinata umile resistenza di questo uomo di mare che sembra uscito direttamente da un racconto di Conrad e che ascolta tutte le storie che si accomodano ai suoi due tavolini e le narra agli altri, creando una comunità narrativa che resiste al nulla che lo circonda. La musica classica l’insegna scritta a mano e poggiata su una sedia, lo spazio piccolo stracolmo di foto e di storie. Paolo sembra un personaggio uscito fuori dal miglior Vazquez Montalban di Millennium ed allo stesso tempo con quella autenticità pugliese che sa accogliere e stupire con l’umiltà di un pugno di mandorle seguite da un vino bianco, o da semplici fave fresche prese dal contadino appena tornato dalla campagna. Semplici motivi per far uscire le storie ed inserirle in una enciclopedia eterna, della sua Trani, in cui resiste al centro del porto con gli assalitori in plastica e dehor assillanti che incombono quasi a volerlo inghiottire.

Lui, invece resta lì, con la sua musica divina, che i viaggiatori notano immediatamente nel rumore generale di chi gli sta attorno. Riempiti i due tavolini, Paolo non accetta altri e manda indietro molti turisti che cercano la pace nel caffè nautico. Ci ritornano sempre, e quasi sempre sono menti eccelse che notano subito l’atipicità del luogo ed intuiscono la mission utopica di questo marinaio di altri tempi.

La Regione dovrebbe individuare e censire queste oasi di Resistenza culturale e narrativa e proteggerle. Il sogno di unire il caffè con la libreria del mare, dovrebbe essere immediatamente consentito dal Comune di Trani che concede spazi a go go per ristoranti e pizzerie modulari che ormai hanno affogato la Città. Gli stessi funzionari regionali, dovrebbero passare da Paolo per capire come mai la Puglia è diventata così grande nel mondo. Le storie e le narrazioni  che si possono ottenere da una sola oretta passata su quei due tavolini hanno riempito la vita di molti viaggiatori che con Paolo intrattengono rapporti epistolari continui. Lo invitano, a Parigi, piuttosto che a Stoccolma, a Zurigo. Le sue menzioni in riviste internazionali sono tante e sconosciute al grande pubblico.

Ma lui con la sua cuffia di lana ed il suo fazzoletto al collo alla Jean Gabin, non si muove. Resta nel suo luogo, attraversando la banchina appena la barca del pescatore arriva, prende uno sgombro o un polipo e sa che almeno per quella giornata due viaggiatori aggiungeranno la loro storia alla sua enciclopedia.

Foto tratta da Tripadvisor