La procura di Genova potrebbe acquisire gli atti dell’inchiesta di Perugia, in particolare le intercettazioni in cui si discuteva del procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo. “È una ipotesi che stiamo valutando – conferma il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi – anche per contestualizzare, eventualmente, l’esposto presentato qui da noi” sui magistrati di Firenze.
A Genova c’è una inchiesta su presunte mancate indagini per i concorsi all’ospedale di Careggi (Firenze). Le Fiamme Gialle avevano acquisito atti e documenti sia a palazzo di giustizia del capoluogo toscano che nella sede dell’ospedale. Cozzi precisa alcuni punti. “Il mio collega (Crezzo ndr) non è indagato. E la denuncia che ci è arrivata da Firenze è precedente ai lavori della commissione del Csm che doveva decidere le nomine”. In pratica, secondo i pm liguri, l’esposto non sarebbe stato fatto per ostacolare la candidatura di Creazzo alla guida della procura di Roma. Ma potrebbe essere stato “usato” successivamente, a corsa aperta. 

Le intercettazioni sono quelle relative al dopocena del 9 maggio scorso in un albergo romano dove l’ex ministro Luca Lotti, l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara e cinque consiglieri del Csm parlavano della nomina del capo della procura di Roma, sostenendo il pg di Firenze Marcello Viola a discapito di quello di Palermo Francesco Lo Voi e, appunto, di Creazzo, capo della procura fiorentina. Palamara nelle intercettazioni spiega che un “collega… ha raccolto tutte queste cose in un dossier; tutte le cose che non andavano su questa inchiesta (concorsi in sanità, ndr) e su Creazzo, e su; (inc) e ha fatto l’esposto. Quindi non è proprio; non una cazz…”. “A noi – conclude Cozzi – interessano al momento solo i fatti rappresentati nell’esposto. Stiamo valutando se quanto scritto possa avere una fondatezza. Il resto potrebbe essere valutato successivamente e separatamente”.  

Intanto proprio in seguito alle rivelazioni sul colloquio tra Luca Palamara e Cesare Sirignano nel quale è stato tirato in ballo, il procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli ha presentato un esposto alla procura di Perugia, allegando anche una registrazione.  “Apprendo con sorpresa e indignazione che mi sono state attribuite affermazioni mai pronunziate e intenzioni mai nutrite – afferma Borrelli, secondo quanto riporta il quotidiano -, nell’ambito di una vicenda alla quale sono completamente estraneo. Da giorni ho provveduto a depositare al procuratore della Repubblica la documentazione comprovante la mia più totale estraneità a quei fatti, per l’inoltro della stessa agli Organi competenti. Ho già dato mandato per tutelare in ogni sede giudiziaria la mia onorabilità di uomo e magistrato”. Borrelli è uno dei venti magistrati che ha presentato domanda per concorrere al posto di procuratore di Perugia, dopo il pensionamento di Luigi De Ficchy

Della nomina per il vertice della procura del capoluogo umbro si parla anche in un’intercettazione riportata da La Nazione. Spiega Cosimo Ferri il 9 maggio nella riunione notturna in albergo: “Se va lo schema Viola poi noi dobbiamo avere il nome per Perugia e poi dobbiamo vedere quando inizia la storia degli aggiunti”. Uomo (non identificato): “Io vorrei fare Roma e magari ci metto Brescia perché dovrebbe essere più semplice Brescia, abbiamo il derby”. Dagli sfoghi – si legge ancora sul quotidiano – emerge anche l’indagine sui presunti concorsi all’ospedale di Perugia pilotati – secondo l’accusa – da esponenti locali del Pd. Palamara infatti è furioso per il fascicolo avviato dalla procura su di lui. E del quale ha saputo proprio tramite Spina dopo la trasmissione degli atti al Csm. Ne parla – è detto ancora nell’articolo – con Luca Lotti: “Perché quello che c… m’hanno combinato lì a Perugia ancora nemmeno se sa e non è chiaro e fidati che, come tu la vicenda di Bocci (Gianpiero, ex segretario regionale del Pd ora ai domiciliari – ndr) l’hai seguita?”. Lotti: “Sì, certo”. Palamara: “Te pare ragionevole?”. Lotti: “Non lo so”.  

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