Il ministro dell’Interno Matteo Salvini – leader leghista nonché (vice)premier – sostiene che la Libia è un posto sicuro per i migranti. Così ha “ordinato” alla nave Sea Watch 3, che l’altro ieri ne aveva soccorsi 52 in mare, di riportare tutti in quel Paese. Ovviamente la nave non lo farà.

“Se la nave illegale Ong disubbidirà, mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne risponderà pienamente”, ha scritto Salvini su Twitter, dicendo due ulteriori balle: il lavoro svolto da Sea Watch 3 non è “illegale” e i migranti a bordo non corrono alcun rischio.

Intanto sul sito Viaggiaresicuri.it gestito dal ministero degli Esteri del suo governo – citato perché il leader leghista non crede ad autorevoli fonti internazionali, tipo l’Onu – si legge a proposito della Libia (testo valido al 14 giugno 2019):

1. “I viaggi sono assolutamente sconsigliati in ragione delle precarie condizioni di sicurezza nel Paese”.

2.Alitalia ha interrotto i collegamenti tra Italia e Libia. L’aeroporto militare di Tripoli (Mitiga) risulta al momento operativo, ma si verificano con relativa frequenza repentine chiusure collegate ad eventi sul piano della sicurezza”.

3. “Si ribadisce l’invito ai connazionali a non recarsi in Libia e, a quelli presenti, a lasciare temporaneamente il Paese in ragione della assai precaria situazione di sicurezza. Scontri tra gruppi armati interessano varie aree del Paese (incluso in Tripolitania, nell’area intorno a Sirte, a Sebha, Bengasi, Derna e Sabratha). Permane inoltre, anche nella capitale, la minaccia terroristica e elevato rischio rapimenti. Si registrano elevati tassi di criminalità anche nelle principali città e strade del Paese, tra cui il tratto stradale costiero dalla Tunisia all’Egitto”.

4. “Rischio terrorismo. Cellule jihadiste sono presenti in varie parti del Paese, inclusa la capitale. Attacchi terroristici rivolti a libici e stranieri, anche con ricorso ad autobombe, hanno avuto luogo a Tripoli (da ultimo contro la Commissione Elettorale il 2 maggio e contro la National Oil Corporation il 10 settembre 2018). Si sottolinea che standard adeguati di sicurezza non sono garantiti nemmeno nei grandi hotel della capitale, che sono anzi considerati ad alto rischio. Si richiama inoltre l’elevato rischio di sequestri di cittadini stranieri, a scopo di estorsione o di matrice terrorista, in tutto il Paese”.

5. ”Le strutture sanitarie sono inadeguate. Ogni qualvolta sia possibile, si consiglia pertanto il trasporto del paziente verso Italia, Tunisia o Malta. Si raccomanda di stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario del paziente (o il trasferimento in altro Paese), considerando però che le evacuazioni mediche dalla Libia sono per il momento estremamente problematiche”.

Ovviamente queste raccomandazioni valgono solo per noi italiani. Per i migranti invece – secondo il leader leghista – la Libia è un luogo ameno, salubre, pacifico, sicuro e rilassante. Garantisce lui.

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