Mediaset trasloca in Olanda, mette nell’angolo il socio Vivendi e si prepara al consolidamento europeo. Il gruppo di Cologno Monzese ha infatti dato il via ad un’operazione di riorganizzazione finalizzata a creare “un grande broadcaster europeo”. Con o senza Vivendi, che ha in mano il 29% di Cologno Monzese ed è socio di peso anche di Telecom Italia. L’operazione, che porterà alla nascita della nuova cassaforte MFEMediaForEurope, dovrà naturalmente ottenere il via libera in assemblea il prossimo 4 settembre quando Vivendi tornerà nuovamente all’attacco. Se, ancora una volta, i francesi dovessero restare sull’uscio e la proposta di fusione dovesse passare in assemblea, Vivendi avrebbe davanti solo due strade: la prima è esercitare il diritto di recesso (a 2,70 euro per azione) uscendo definitivamente dalla partita Mediaset con una netta minusvalenza, la seconda è mantenere la partecipazione della nuova cassaforte diluendo il proprio peso nell’azionariato.

Post-fusione alla Simon Fiduciaria, trust che fa capo a Vivendi, dovrebbe infatti andare il 15,39% del capitale, mentre a Vivendi spetterebbe il 7,71 per cento. Fininvest resterebbe il maggio socio con il 35,43 per cento, quota sufficiente a bloccare operazioni straordinarie indesiderate. Il resto (41,47%) resterebbe sul mercato. Inoltre “MFE-MediaForEurope adotterà un meccanismo di voto speciale volto ad incentivare lo sviluppo e il coinvolgimento continuativo di una base stabile di azionisti di lungo periodo così da rafforzare la stabilità del gruppo”, si legge in una nota in cui si annuncia la nascita di una categoria di azioni speciali “che conferiscono diritti di voto ulteriori” rispetto ad una singola azione MFE.

Nel dettaglio, i consigli di amministrazione di Mediaset Spa e di Mediaset España hanno deliberato di proporre ai rispettivi azionisti la fusione delle due società nella nuova holding MFE-MediaForEurope, che avrà sede in Olanda, residenza fiscale in Italia e sarà quotata sui listini di Milano e Madrid. Nella nuova cassaforte olandese confluirà sin da subito il 100% di Mediaset Spa e di Mediaset España, oltre al 9,6% della tedesca Posiebensat1. “E’ con soddisfazione che annunciamo di aver costituito MFE-MediaForEurope che ha l’obiettivo di creare valore e sviluppo e diventare la Casa di un grande broadcaster europeo – ha dichiarato l’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi – Abbiamo parlato del nostro progetto internazionale circa un anno fa e da allora ci abbiamo lavorato costantemente. Ora siamo pronti: abbiamo individuato un nuovo modello operativo che creerà efficienza e sviluppo. E oggi, in un mondo di competizione globale, creare un gruppo editoriale con dimensioni adeguate che parli al pubblico europeo diventa un fattore cruciale per il futuro”.

L’intera operazione, che porterà 107 milioni di sinergie l’anno e risparmi entro il 2023, rappresenta quindi una fase intermedia di razionalizzazione del gruppo in vista di una maggiore espansione internazionale. Prevede che, post fusione, MFE distribuisca un dividendo da 100 milioni e proceda ad un’operazione di riacquisto titoli fino a 280 milioni ad un prezzo massimo di 3,4 euro per azione. “Da un punto di vista strategico, operativo e industriale, l’operazione si pone come obiettivo di creare un gruppo pan-europeo nel settore dell’entertainment e dei media, con una posizione di leadership nei propri mercati di riferimento e una scala che gli permetta di essere maggiormente competitivo e aumentare potenzialmente il proprio raggio d’azione ad altre nazioni europee – spiega una nota di Mediaset – Una solida struttura patrimoniale coniugata ad una forte generazione di cassa consentirà a MFE di avere capacità finanziarie adeguate a svolgere un ruolo centrale nel contesto di un possibile futuro scenario di consolidamento dell’industria televisiva e media europea”.

Tornando ai dettagli finanziari dell’operazione di riassetto, ogni azionista Mediaset riceverà un’azione ordinaria MFE per ogni azione Mediaset detenuta. Ogi socio di Mediaset España, ad eccezione di Mediaset, riceverà 2,33 azioni ordinarie MFE per ogni titolo detenuto nella società spagnola. “La fusione sarà condizionata all’approvazione dell’assemblea degli azionisti di Mediaset e Mediaset España e all’avveramento di un numero limitato di condizioni sospensive” prosegue la nota. Fra queste “l’ammontare in denaro eventualmente da pagarsi da parte di Mediaset e Mediaset España” ai rispettivi soci per l’esercizio del diritto di recesso per un importo massimo di 180 milioni. Ed è questo forse un punto dolente dell’operazione: numeri alla mano, secondo quanto ricostruito da Radiocor, se Vivendi decidesse di esercitare il recesso per l’intera quota del 9,6%, Mediaset dovrebbe sborsare circa 300 milioni, cifra pari quasi al doppio del tetto massimo (180 milioni) fissato dalla proposta di Cologno Monzese.

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