Per il Belgio il giudizio è sospeso, per Francia e Cipro non ci sono le condizioni per aprire una procedura, per la Spagna è stata proposta la chiusura. La Commissione europea nel collegio del 5 giugno ha adottato relazioni ex articolo 126.3 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea “nei confronti di Belgio, Francia, Italia e Cipro, in cui esamina la conformità di questi paesi con i criteri relativi al disavanzo e al debito previsti dal trattato. Per l’Italia, la relazione conclude che è “giustificata” una procedura per disavanzi eccessivi per il debito. Condizione che è stata evitata dagli altri tre Paesi Ue. Per Madrid invece la Commissione ha deciso di proporre la chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo che durava da 10 anni.

“Proponiamo di chiudere la procedura per deficit eccessivo per la Spagna. La logica è che ora continui a fare attenzione alla solidità delle sue finanze. Sarà nel braccio preventivo del patto e quindi analizzeremo la situazione”, ha annunciato il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, sottolineando che questa decisione segna “la fine di un lungo e doloroso percorso non solo per la Spagna, ma per l’intera Unione Europea e la zona euro”. “La decisione di abrogazione presa oggi dalla Commissione saluta gli sforzi del popolo spagnolo”, ha aggiunto Moscovici. Il commissario ha concluso congratulandosi con la Spagna e incoraggiando il governo a proseguire “nella direzione della serietà del bilancio”.

Per quanto riguarda la Francia, la Commissione europea ha concluso che Parigi rispetta i parametri europei e la deviazione è temporanea. “Lo sforamento del 3% della Francia è solo temporaneo, per un anno, al 3,1% per il 2019″ e “i criteri di deficit e debito sono rispettati”, ha spiegato Moscovici, aggiungendo che “dal 2020 il deficit riscende largamente sotto il 3%, al 2,2%, e per quanto riguarda il debito il rispetto della Francia del braccio preventivo è considerato un fattore rilevante per non aprire una procedura”. Nelle conclusioni, Bruxelles invita tuttavia il governo francese ad adottare ulteriori misure fiscali a partire dal 2019 per garantire il rispetto del percorso di adeguamento. Moscovici nell’autunno scorso era stato accusato di un eccessivo rigore nei confronti dell’Italia e al contrario di essere clemente con la sua Francia. Alle accuse aveva risposto spiegando che “oltrepassare il limite del 3% può essere preso in considerazione in modo limitato, temporaneo, eccezionale” e che “non deve protrarsi per due anni consecutivi né eccedere 3,5% su un anno”.

Come per Parigi, è stata esclusa una procedura anche per Cipro: “Ci si aspetta che sia pienamente conforme a tutti i requisiti del patto di stabilità e crescita nel 2019 e 2020″, si legge nelle conclusioni della Commissione. Per questo motivo ritiene che “non si debbano adottare ulteriori provvedimenti che portino a una decisione sull’esistenza di un disavanzo eccessivo“. Discorso diverso invece per il Belgio: i tecnici europei hanno rilevato “grandi incertezze” rispetto alle performance fiscali nel 2017 e nel 2018, oltre al “rischio di alcune deviazioni nel 2019 e nel 2020” nel percorso di aggiustamento verso gli obiettivi di medio termine.  Quindi la Commissione invita il Belgio ad adottare le misure necessarie per “conformarsi alle disposizioni del patto di stabilità” ma conclude che al momento non è possibile stabilire se il criterio del debito previsto dal trattato sia o non sia rispettato.

La Commissione Ue ha annunciato anche “un rafforzamento della sorveglianza” sulla Grecia. “La spinta per le riforme ha rallentato negli ultimi mesi  – ha spiegato il vicepresidente Valdis Dombrovskis – a maggio Atene ha adottato una serie di misure di espansione fiscale ed ha annunciato che ce ne saranno altre. Il rapporto di oggi nota che il pacchetto è costoso e non va nella giusta direzione, annullando alcuni elementi delle importanti riforme del passato”. “Queste nuove misure pongono dei rischi per il raggiungimento degli obiettivi”, ha spiegato Dombrovskis, conclude che la Grecia non deve “disperdere i progressi fatti negli ultimi anni. C’è davvero poco spazio per gli errori“.