Luigi Di Maio è stato riconfermato come capo politico del Movimento dagli iscritti M5s. Dopo essere stato blindato da Beppe Grillo e Davide Casaleggio e pure dall’assemblea dei parlamentari, il vicepremier 5 stelle ha ottenuto la fiducia di 44.849 iscritti (80 per cento delle preferenze). 11mila e 278 gli utenti che invece hanno votato contro. “Vi ringrazio e vi voglio bene”, ha scritto il leader poco dopo su Facebook. Ma soprattutto ha annunciato che darà seguito alle proposte di riforma della struttura del Movimento: “Come vi avevo detto la riconferma del mio ruolo di capo politico è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del Movimento 5 stelle, per renderlo più vicino ai cittadini, ai territori, per rimarcare la nostra identità e per permettere a questo governo di realizzare quella idea di Paese che abbiamo costruito negli ultimi 10 anni con esperti, portavoce ed attivisti”.

Il capo politico ha dato anche qualche anticipazione su quello che succederà nei prossimi giorni: “Tra qualche settimana conoscerete la nuova struttura organizzativa che per me deve prevedere compiti ben precisi in capo a persone individuate dal Movimento, penso a deleghe sull’economia, i territori, le liste civiche, le imprese, il lavoro, l’ambiente, la sanità, la tanto discussa comunicazione, tutte questioni che sono sempre state in capo a me, vista l’assenza di una struttura interna”. Quindi si fa strada l’ipotesi di creare una sorta di segreteria politica: “Tutti coloro”, ha continuato, “che si occupano di un settore in Italia devono poter interloquire ogni giorno con una persona del Movimento che cura il loro tema di interesse. Non perderò tempo, domani avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne“. Di Maio ha deciso di muoversi vedendo gli esponenti locali: “Nelle prossime ore incontrerò i consiglieri regionali, lunedì i nostri sindaci e sabato prossimo una rappresentanza dei nostri consiglieri comunali di tutta Italia. Anche con loro parleremo di come rendere il Movimento più utile alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle associazioni, delle famiglie e in generale alle esigenze che vengono dal territorio. A proposito di territorio, la prossima settimana pubblicherò le date delle assemblee regionali a cui parteciperò in tutte le regioni di Italia. Sarà un confronto franco e produttivo con i nostri attivisti, ne sono certo”.

La votazione su Rousseau è stata, secondo quanto riferito dal Blog delle Stelle, la più partecipata di sempre. “Oggi su Rousseau si è scritta una delle pagine più belle della storia di democrazia diretta del Movimento 5 stelle”, si legge. “E non per il risultato uscito fuori dalle urne, che ha confermato Luigi Di Maio come capo politico con l’80% dei consensi, ma per la partecipazione record a una votazione online per il Movimento che è anche il record mondiale per una votazione online in un singolo giorno per una forza politica”. Secondo quanto riferito anche questa volta non sono mancati gli attacchi alla piattaforma: “Anche oggi hanno provato a metterci i bastoni tra le ruote, con tre attacchi DDoS (dalle 11:17 alle 11:21, dalle 12:38 alle 11:40 e dalle 12:30 alle 13:00 circa)”, si legge. “Non ci sono riusciti. Le performance dell’area voto di Rousseau sono rimaste intatte, a parte un debole rallentamento durato meno di mezz’ora. In passato, alcuni attacchi informatici ci hanno spinto a migliorare la nostra infrastruttura”. E ancora. “Da mesi, come sapete, stiamo riscrivendo la piattaforma Rousseau aumentandone l’efficienza, la sicurezza e l’elasticità. E il risultato odierno è bella prova di forza. Certo, la strada da fare è lunga. E il sistema è ancora in fase di testing. Ma oggi, durante il primo vero test di carico reale, il sistema ha retto ed è riuscito ad assicurare la fluidità, velocità e sicurezza del voto”.

Sono state ore molto complicate per il capo politico, messo in discussione dai suoi tanto da dover ricorrere alla conferma in rete. Tra le voci critiche che però hanno deciso di esporsi in suo sostegno c’è stato il presidente della Camera Roberto Fico. Proprio lui in assemblea ha richiamato alla necessità di capire “dove sta andando il Movimento”. Una posizione che poi oggi ha voluto spiegare meglio, annunciando anche di non aver partecipato al voto online perché contrario alla modalità di messa in discussione del capo. “Quando si è all’interno delle istituzioni ci sono maggiori e diverse difficoltà, tutto è più complesso. Ma proprio per questo dobbiamo dirci con forza e chiarezza a quali valori e principi aderiamo. E quindi chi siamo. Non abbiamo alle spalle una lunga storia politica. In pochissimo tempo abbiamo fatto dei passi da gigante, probabilmente molto impegnativi rispetto all’essere un movimento molto giovane. Su tanti temi è necessario individuare una strada, riflettendo e ragionando in profondità. Ed è proprio per questo che abbiamo bisogno di costruire un percorso identitario forte, con valori e principi sempre più chiari e saldi che nessuno potrà mai calpestare. Né all’interno né all’esterno”. Per Fico, ritenuto il più ortodosso del Movimento, è molto forte il richiamo alla natura del Movimento: “L’identità è ciò che ti permette di non perdere mai la rotta anche se attraversi una tempesta. E allora anche la mediazione e il compromesso, che in una repubblica parlamentare vanno cercati, avranno confini altrettanto saldi, chiari e accettabili”.

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