Se il 26 maggio si fosse votato per le Politiche e non per eleggere i nuovi eurodeputati, una coalizione formata da Lega e Fratelli d’Italia avrebbe ottenuto la maggioranza. Senza neanche la necessità di stringere patti pre o post elettorali con Forza Italia, trasformando così l’alleanza in “sovranista”. È il risultato di una delle simulazioni effettuate da Quorum/Youtrend e di uno studio dell’istituto Cattaneo sulla base dei risultati del voto della scorsa domenica applicati collegio per collegio, così da comprendere come verrebbero assegnati i posti in Parlamento assegnati in quota uninominale

Se i partiti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni corressero insieme, Forza Italia e M5s andassero da soli e il Pd riuscisse a trovare un accordo con +Europa ed Europa Verde, la coalizione sovranista otterrebbe 328 seggi su 618 alla Camera e 162 seggi su 309 al Senato. Un margine rassicurante per governare, potendo contare su 18 deputati e 7 senatori in più rispetto al minimo necessario. La seconda forza in Parlamento sarebbe il centrosinistra con una pattuglia di 149 deputati e 72 senatori, seguito dal Movimento Cinque Stelle con 101 eletti alla Camera e 54 al Senato.

A Forza Italia spetterebbero 36 deputati e 19 senatori, mentre al Svp andrebbero 4 rappresentanti a Montecitorio e 2 a Palazzo Madama. Il partito di governo dell’Alto-Adige, tra l’altro, al momento amministra la provincia di Bolzano con la Lega e quindi non è da escludere che i 6 eletti nella simulazione sostengano Lega e Fratelli d’Italia ampliando la solidità della maggioranza virtuale ipotizzata da uno dei quattro scenari elaborati da Quorum Youtrend

Il messaggio evidenziato dalla simulazione – cristallizzata su numeri e astensione del 26 maggio – è quindi il peso non decisivo di Forza Italia all’interno del centrodestra: l’8,8% raccolto dal partito di Silvio Berlusconi sarebbe utile per ampliare la maggioranza, ma non per raggiungerla. In caso di alleanza allargata agli azzurri, infatti, il governo virtuale potrebbe contare su 402 seggi alla Camera e 206 al Senato. Alle minoranze resterebbero poco più di 200 eletti a Montecitorio (centrosinistra 134, M5s 78) e 101 al Senato (centrosinistra 60, M5s 41). Negli altri due scenari indagati, invece, dalle urne non emergerebbe una maggioranza.

Se la Lega corresse da sola, così come il M5S, mentre Forza Italia e Fdi formassero una coalizione di centrodestra “ridotta” e il centrosinistra andasse alle elezioni compatto, il Carroccio non avrebbe la maggioranza né alla Camera (262 seggi) né al Senato (124) se non alleandosi dopo il voto con gli azzurri e il partito di Giorgia Meloni. In questo modo, il centrodestra ricompattato arriverebbe a 332 seggi a Montecitorio e 162 a Palazzo Madama. Lega e Fratelli d’Italia non arriverebbero alla maggioranza nei due rami del Parlamento anche nel caso in cui si formasse un’alleanza europeista con il Pd e Forza Italia accanto a +Europa ed Europa Verde: in questo caso, sarebbe stallo sia alla Camera che al Senato con i sovranisti a quota 293 e 140 seggi e gli europeisti a 235 e 125. Il M5s otterrebbe in questo scenario 86 e 41 seggi.

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