Non si sente commissariato da Matteo Salvini perché il segretario della Lega “ha sempre fatto parte delle forze del mio governo”. Dice di essersi tenuto lontano dalla campagna per le Europee e quindi lascia ai due partiti che lo sostengono eventuali commenti. E a chi gli chiede qualcosa della flat tax da 30 miliardi risponde: “Non abbiamo ancora iniziato a discutere della manovra economica”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al suo arrivo a Bruxelles per il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione, cerca di tenersi fuori dal clima di tensione del post-voto sia all’interno della maggioranza sia tra i Cinquestelle.

Il primo obiettivo del premier è arginare un arrembante Salvini che dopo il risultato delle urne Europee sta tentando di dettare l’agenda politica dell’esecutivo, a partire dalla sicurezza e dalla tassa piatta.  “Non abbiamo ancora iniziato a discutere né di manovra economica né di riforma fiscale. Fatemi adesso riprendere, dopo la competizione elettorale, le fila del dialogo con gli esponenti di maggioranza e inizieremo a esaminare con calma tutti i dossier”, sottolinea Conte, invitando indirettamente alla calma anche lo stesso ministro dell’Interno, da cui, ribadisce, “non mi sento commissariato”.

Il premier ha il compito di ricompattare il governo dopo gli screzi di una lunga campagna elettorale, cercando di evitare che l’esito del voto possa contribuire a incrinare ancora i rapporti. Per questo Conte calca la mano sulla necessità di tornare a “lavorare: c’è l’azione di governo che ci aspetta”. “Abbiamo in cantiere tantissime iniziative e dobbiamo rilanciare l’azione di governo”, ha ribadito più volte da Bruxelles. Il presidente del Consiglio si riprende quindi il suo ruolo ed elenca le priorità: “Sono tantissime, innanzitutto quelle scritte nel contratto di governo. Poi dobbiamo rilanciare la ricerca, rafforzare la formazione, la riforma fiscale, lavorare per l’economia circolare – aggiunge – Ci sono tantissimi obiettivi. Siamo al rush finale sul decreto sblocca cantieri e sul decreto crescita“.

Portare a casa qualche provvedimento potrebbe essere un modo per rilanciare anche il Movimento 5 stelle, perdente alle urne e ora alle prese con l’analisi della sconfitta interna. Il premier però evita di commentare il difficile momento del M5s e anzi sottolinea: “Credo che neppure a casa sappiano per chi ho votato, mi son tenuto lontano perché è giusto nel mio ruolo aver vissuto da privato cittadino votante la campagna elettorale”.

Poi le dichiarazioni sui nuovi equilibri in Europa: “Abbiamo chance perché l’Italia abbia il ruolo che si merita“, dice Conte, senza però entrare nel merito, ovvero spiegare a quale poltrona aspiri il governo. Sarebbe d’accordo nel rivedere il mandato della Bce? “Ci sono tanti dossier aperti, uno è anche quello: abbiamo tanto da lavorare”, chiude il premier.

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