Ultima proroga per adeguare le scuole e gli asili nido alla normativa antincendio. Il termine, già fissato al 31 dicembre 2018, ora potrebbe slittare al 31 dicembre 2021 per gli istituti comprensivi e superiori e a fine 2019 per i nidi. A proporre questa modifica è il capogruppo al Senato del Movimento 5 stelleStefano Patuanelli che ha presentato un emendamento al decreto “Sblocca cantieri” che dovrebbe essere discusso a breve a palazzo Madama. Ad oggi le scuole a norma sono solo una su tre, secondo i dati a disposizione di “Cittadinanza attiva” che ogni anno presenta un dettagliato rapporto sull’edilizia scolastica. L’obiettivo di Patuanelli è di arrivare a mettere tutte le scuole in sicurezza per evitare che i presidi decidano di chiuderle non essendo a norma.

“L’emendamento riprende il Disegno di Legge incardinato al Senato con lo stesso oggetto. Abbiamo deciso di proporre questo emendamento al decreto “Slocca cantieri” – spiega il senatore pentastellato – per accelerare i tempi, per evitare di trovarci in difficoltà già il prossimo mese di settembre. La dotazione del fondo iniziale è di 50 milioni di euro l’anno: sappiamo che rispetto al panorama del patrimonio edilizio scolastico si tratta di un finanziamento che dovrà essere incrementato. Vanno trovate risorse aggiuntive ma il dato importante è che partiamo”. Uno stanziamento che suscita le critiche di Cittadinanza attiva: “La condizione necessaria è che vi sia un piano di interventi chiaro e definitivo: 50 milioni di euro l’anno – spiega Adriana Bizzarri, responsabile scuola dell’associazione – non saranno certo sufficienti per mettere a norma tutte le scuole”.

In alcune Regioni la situazione è allarmante. Secondo i dati in possesso di Cittadinanza attiva in Abruzzo, ad esempio solo il 13% delle scuole è in possesso del certificato antincendi. In Calabria la cifra scende al 5,9%; in Campania solo il 15,1% è a norma; nel Lazio il 9,3%; in Sardegna l’8,5% e in Sicilia il 12,1%.

“Intanto – spiega Patuanelli – siamo in grado di dire che questa sarà l’ultima proroga dopo un’infinità. Vogliamo portare a compimento un piano d’investimenti che metta in sicurezza gli edifici, per questo abbiamo fatto un piano triennale. Senza questa proroga i dirigenti scolastici giustamente si troverebbero nelle condizioni di non poter aprire le scuole. Ci sono situazioni che devono essere prese in considerazione con urgenza. Bisogna dare i fondi dove servono in modo proporzionale alle necessità: non vogliamo Regioni di serie A e di serie B. Dobbiamo mettere nelle condizioni tutti i dirigenti scolastici di mettere in sicurezza le scuole”.

Parole che fanno ben sperare anche Cittadinanza attiva che non dimentica le altre criticità dell’edilizia scolastica: “Il rischio incendio non è tra i principali. Gli edifici scolastici sono luoghi di lavoro ma rispetto alle fabbriche presentano un rischio più basso. Ci preoccupa molto di più quello sismico e alluvionale. Basta andare a vedere la storia degli incendi nelle scuole: sono davvero pochi i casi, parliamo di una decina. E’ importante che il certificato vi sia in certi istituti professionali o in certe scuole superiori dove si maneggiano sostanze chimiche con apparecchi di tipo professionale. Speriamo in ogni caso che si tratti dell’ultima proroga. La normativa antincendio risaliva al 1992: è stato una delle norme più prorogate nella storia delle Leggi italiane”.

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