I veicoli elettrici sono in crescita strepitosa ovunque nel mondo ma è anche vero che non piacciono a tutti. Sull’onda della novità, sono venuti fuori anche un certo numero di scettici e denigratori. L’ultima sparata sull’argomento arriva da Franco Battaglia – proprio lui, principe dei bastian contrari – noto per il suo scetticismo sulla scienza del clima espresso in un libro dove è riuscito a fare 112 errori in 31 pagine! In un suo recente articolo sul blog di Nicola Porro, Battaglia, si impegna stavolta a dir male dell’auto elettrica. E lo fa con un articolo ancora più sconclusionato e con errori ancora più inverosimili di quelli che faceva quando scriveva di clima. Basta solo quella dove sostiene che le auto elettriche non hanno il bagagliaio! Talmente sconclusionato è l’articolo di Battaglia che Paolo Attivissimo si domanda se l’autore non dica castronerie apposta per guadagnare clic. Anche fare il bastian contrario tutto il tempo deve essere faticoso.

Ma, a parte le contestazioni folkloristiche di Battaglia, c’è una linea di critica delle auto elettriche che merita una riflessione. E’ quella che dice che inquinano di più di altri motori, in particolare delle auto diesel. L’ultima versione di questa affermazione arriva in uno studio di un gruppo di professori tedeschi che sembra una cosa sicuramente più seria delle auto senza bagagliaio di Battaglia. Questo e altri studi simili dicono che in Germania un veicolo elettrico può emettere più CO2 durante il suo ciclo di vita di un diesel dell’ultima generazione. Concludono gli autori che l’auto elettrica “non è una panacea” per risolvere il problema del riscaldamento globale.

E’ vero? Probabilmente sì, perlomeno entro i limiti di questi studi, sì – ovvero tenendo conto che in Germania l’energia elettrica si produce in buona parte con centrali a carbone e queste emettono molto CO2. Ma cosa ne dobbiamo concludere? Che è meglio investire ancora nei vecchi veicoli diesel? No, assolutamente no, e per delle buone ragioni che vanno oltre i calcoli dei bravi professori tedeschi.

Il punto è domandarci cosa vogliamo fare esattamente. Una cosa è ridurre le emissioni di gas nocivi, e già questo sarebbe sufficiente per scartare il diesel. Ma c’è una cosa più importante e più fondamentale: è necessario, anzi vitale, azzerare le emissioni di CO2 e altri gas serra il prima possibile. Ne va della nostra stessa sopravvivenza. Questo è un punto che Greta Thunberg ha capito benissimo quando lo ha espresso al parlamento britannico dicendo:

Ma forse il malinteso più pericoloso sulla crisi climatica è che dobbiamo “ridurre” le nostre emissioni. Ma questo non è assolutamente sufficiente. Le nostre emissioni devono andare a zero se dobbiamo rimanere al di sotto di 1,5-2 ° C di riscaldamento. Ridurre le emissioni è ovviamente necessario, ma è solo l’inizio di un rapido processo che deve portare a uno stop entro un paio di decenni, o anche prima. E per “stop” intendo zero e poi rapidamente verso valori negativi. Questo rende inutile la maggior parte dei provvedimenti politici di oggi.

Non lo si potrebbe dire meglio di così. Allora, domandiamoci: investire ancora sulle auto diesel ci aiuta ad azzerare le emissioni di gas serra? Chiaramente no: un motore diesel può essere efficiente quanto si vuole, ma funziona comunque con combustibili fossili (e non mi venite a dire che lo mandiamo a biodiesel o altre strane biomisture, perché non ne potremo mai produrre abbastanza).

Il veicolo elettrico, invece, non ha bisogno di combustibili fossili. Certo, al momento attuale una frazione delle centrali elettriche che lo alimentano funzionano a combustibili fossili, ma questa è una cosa che vale oggi: nel futuro avremo una rete alimentata sempre più dalle rinnovabili. E, a lungo andare, andremo al 100% a energia rinnovabile. Quindi, se investiamo nelle tecnologie giuste, possiamo veramente azzerare le emissioni dal trasporto, che è una sorgente importante di gas serra. E allora basta con gli investimenti in tecnologie obsolete come il diesel e andiamo direttamente verso tecnologie che ci possono portare verso emissioni zero: i veicoli elettrici.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Pappa reale, tutti la consigliano ma è davvero un prodotto miracoloso?

next