E’ una tradizione. Nonostante il tempo incerto quasi ovunque anche quest’anno il 1 maggio gli italiani hanno invaso le città d’arte. Ma in molti hanno preferito luoghi meno popolati. Italiani, certo, ma anche stranieri. A Fordongianus, un piccolo comune in provincia di Oristano, l’attrazione indiscussa è costituita dai resti delle terme romane, risalenti al I secolo d. C. Terme che si trovano presso il corso di un fiume e che risultano caratterizzate da una grande piscina nella quale giungono le acque di una fonte d’acqua naturalmente calda e curativa.

A visitare quel sito così straordinario arriva proprio il 1 maggio un gruppo di turisti cinesi che ad un certo punto vorrebbe anche fare un bagno in quelle acque. Peccato che il loro proposito urti con le abitudini dei locali. Già perché sembra proprio che sia una consuetudine di chi abiti nei paraggi servirsi delle acque termali per un uso quanto meno improprio. Quale? Ma è ovvio! Lavarci pentole e piatti. Anzi risciaquarli, dopo averli ben bene nettati con un detersivo.

Ai turisti cinesi la pratica non è sembrata propriamente corretta e così hanno cercato di far valere le ragioni della civiltà con chi si ostinava a lavare le stoviglie. Peccato che il tentativo degli stranieri di far ragionare i locali sia stato vano. Insomma la vicenda è terminata solo con l’arrivo dei carabinieri. Terminata, anche se senza l’epilogo che regole e buon senso avrebbero consigliato. Insomma, a quanto sembra, agli arroganti inquinatori delle acque termali non è stata comminata alcuna sensazione.

La maleducazione ha vinto, un’altra volta.

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