di Lorenzo Giannotti

“Certo che te fai proprio un bel lavorino eh”. Questa è la fine battuta che ripeto più spesso, credendomi un umorista sulla cresta dell’onda, a un mio amico che fa il parroco, una delle più belle persone che questa vita mi ha dato l’opportunità di conoscere e che stimo per tutto quello che fa e per come lo fa. Ma anche quello purtroppo, come tutti i “lavori”, ha dovuto subire il ridimensionamento del proprio mercato che la spietata crisi gli ha inflitto. Infatti negli ultimi dieci anni l’Italia ha assistito a un crollo progressivo dei matrimoni religiosi, 54491 in meno dal 2006 al 2016, ci dicono.

Nessun problema per i sacerdoti italiani però. Perché Domenico Furgiuele, deputato leghista eletto nella circoscrizione Calabria, il 13 novembre 2018 deposita alla Camera un disegno di legge per incentivare i connubi religiosi delle giovani coppie italiane. Sgravi e detrazioni fino a 4mila euro per le spese riguardanti fiori, abiti da cerimonia, libretti, bomboniere, servizi di ristorazione, make-up e maquillage vari. A beneficiarne saranno coppie under 35 con cittadinanza italiana da almeno dieci anni, con una determinata soglia di Isee da non superare e che decidono di sposarsi in chiesa. Esclusi da tali vantaggi tutti gli omosessuali che scelgono di legarsi tramite unione civile, e tutti quei porci eterosessuali pragmatici che optano per sposarsi in municipio. Oneri statali calcolati in 65 milioni di euro per il 2019, 75 per il 2020 e 85 a decorrere dal 2021.

Accantonando altri criteri che fanno sorgere più di qualche ragionevole dubbio sulla probabile incostituzionalità di questo progetto di legge, il principio di laicità dello Stato implica la totale equidistanza e imparzialità della legislazione rispetto a tutte le confessioni religiose (compresa la scelta dell’ateismo). Posto che chi scrive ha un figlio fuori dal matrimonio, non è credente e si sposerebbe in chiesa soltanto se la propria compagna, per convincerlo, minacciasse in maniera altamente credibile la via del suicidio (sì, so di essere un incubo ricorrente nelle peggiori notti per tutti gli assidui frequentatori dei congressi della famiglia tradizionale), apprezzo molto il tentativo dell’onorevole Furgiuele di aiutare tutte le giovani coppie che giustamente aspirano a unirsi per l’eternità di fronte all’altare e di assistere tutti i sacerdoti in un momento di netta flessione della domanda. A patto che lo faccia con i soldi suoi e non con quelli di tutti.

Inoltre pare che la coscienza politica del rappresentante del Carroccio si sia formata leggendo assiduamente il trattato politico più famoso di Thomas Hobbes, il Leviatano, in cui l’autore teorizza la necessità di non separare il potere temporale da quello religioso. L’unica cosa che si è scordato di leggere, però, è l’anno di pubblicazione: 1651.

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