Sono stati recuperati i corpi senza vita degli alpinisti austriaci David Lama e Hansjorg Auer e dell’americano Jess Roskelley sulle Montagne Rocciose canadesi. Il ritrovamento è avvenuto ieri, stando a quanto confermato su Twitter oggi dal Banff National Park. “Porgiamo le nostre più sincere condoglianze alle famiglie, gli amici e le persone più vicine agli alpinisti”. I tre erano considerati tra i migliori alpinisti a livello mondiale. Non si avevano più notizie di loro da mercoledì scorso, dopo che avevano avviato il giorno prima la scalata dell’Howse Peak. Le squadre di ricerca che avevano sorvolato l’area dopo la loro scomparsa avevano trovato segni di valanghe.

“Sono morti tre alpinisti chiave delle salite tradizionali. Con la recente scomparsa di Daniele Nardi sul Nanga Parbat – ha detto Messner al Resto del Carlino – se ne vanno i maggiori interpreti contemporanei di una disciplina che è prima di tutto filosofia. Chi affronta una parete ne accetta le regole, la sua natura: ne affronta i rischi, non cerca come fanno troppi il turismo che permette di arrivare sull’Everest percorrendo sentieri tracciati da altri. L’ alpinista ha la sua picozza come segno distintivo, le corde, gli scarponi chiodati, e sfida il ghiaccio e la legge di gravità”. Messner era amico di Lama e tifoso di Auer e conosceva il padre di Roskelley: “Quando una valanga trascina via la cordata è impossibile salvarsi, il destino è segnato per tutti. Non ci sono regole per sfuggire alle tragedie, la storia ce ne ha raccontate tante e tutte inevitabili. Questo tipo di alpinismo è affascinante  ma anche difficilmente giustificabile”.

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