Spesso l’istanza di rispetto della persona transgender “non med” viene semplicemente ignorata. La persona non med che decide di dichiararsi transgender, quindi, viene esposta continuamente a episodi di misgendering (ci si rivolge a lei ignorando il genere scelto) e deadnaming (viene usato il nome anagrafico). Può essere un problema, ad esempio, per ciò che riguarda la sanità, e questo diventa un ostacolo al prendersi cura di sé. La persona è stressata dal dover dare troppe spiegazioni, con richieste di rispetto spesso disattese e finisce per rivolgersi ai privati senza garanzia di maggiore comprensione. Questo accade anche sul posto di lavoro: se esistono alcune prassi per il dipendente transgender med, l’accoglienza e l’inclusione verso la persona non med, invece, è sempre legata a una “gentile concessione”.

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