I guai del ministro dell’Economia Giovanni Tria sembrano non finire mai. Dopo il caso del presunto conflitto di interesse sul figliastro assunto dal compagno della sua consigliera, Claudia Bugno in Via XX Settembre devono affrontare un’altra grana. Secondo quanto riporta il quotidiano La Verità la portavoce del ministro, Adriana Cerretelli, giornalista in pensione del Sole 24 Ore, è consigliere indipendente nel cda del gruppo petrolifero Saras, holding della famiglia Moratti. La professionista ne faceva già parte dal 2015, prima dell’incarico come portavoce che è arrivato nell’ottobre scorso.

Un incarico che, riferiscono fonti del ministero dell’Economia alle agenzie di stampa, non ha nulla a che vedere con la permanenza della giornalista al Tesoro. Le stesse fonti fanno poi notare che la Cerretelli è appunto membro indipendente del Consiglio di amministrazione della società petrolifera sin dal 2015 come indicato nel suo curriculum depositato al ministero. Inoltre, osservano sempre le fonti, i doppi ruoli, nel pubblico e nel privato, non sono un’anomalia. Almeno quando sono messi nero su bianco sui curricula degli interessati, come nel caso della portavoce di Tria. La Cerretelli, laureata in scienze politiche, per il quotidiano economico si è occupata di Europa, Nato e tematiche globali. Tra le firme più europeiste del giornalsmo economico italiano, nel 2000 – annota il cv – è stata nomintata ufficiale della Repubblica dal capo dello Stato “per il contributo dato con i suoi servizi giornalisti alla nascita dell’ euro”. Poi nel 2004 ha ricevuto la Legion D’Onore dal presidente della Repubblica francese.

Quindi nel 2015 l’incarino nella holding dei Moratti. Secondo il quotidiano di Maurizio Belpietro la giornalista ha dichiarato, in un’autocertificazione, che non esistono “cause di inconferibilità e incompatibilità” tra i due ruoli. La nomina nel cda scadrà nel 2021 ed è remunerata con 65.279 euro lordi all’anno a cui si aggiunge la pensione. Nessuno stipendio invece è previsto per la giornalista perché nel decreto di nomina dell’ottobre 2018, firmato dallo stesso ministro, c’ è scritto che “per l’ assolvimento del predetto incarico di portavoce del ministro dell’Economia non è attribuito alcun emolumento, trattandosi di incarico a titolo gratuito come disposto” dal decreto legge 95/2012 “salvo il riconoscimento del rimborso per eventuali spese rendicontate di missione all’interno e all’estero”. Si tratta della normativa che vieta alle pubbliche amministrazioni di “attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza”.

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