Più che dimezzate le stime di crescita del pil tedesco nel 2019, dopo che la Germania nell’ultimo trimestre 2018 si è ritrovata in stagnazione. I cinque principali istituti di ricerca tedeschi (Ifo, Iwh, Diw, IfW e Rwi) hanno tagliato le previsioni allo 0,8% dall’1,9% stimato nel rapporto di settembre. A pesare, soprattutto le tensioni commerciali e la Brexit. “Le difficoltà della produzione interna e la portata del rallentamento dell’economia globale sono stati sottovalutati”, si legge nel report, ma i rischi di una “recessione pronunciata” sono bassi purché non si intensifichino i rischi politici.

Intanto a febbraio gli ordini industriali tedeschi sono crollati inaspettatamente, segnando un -4,2%, il ribasso più forte da due anni e in controtendenza rispetto alla stima media di un +0,3%. Su base annua si è registrata una flessione dell’8,4%, la più pesante in dieci anni. Il ministero dell’Economia tedesco ha osservato che l’attività manifatturiera “continuerà ad essere debole nei prossimi mesi,in particolare per la scarsa domanda estera“.

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