Un quarantenne ha ucciso stamane l’ex moglie a Catenanuova, in provincia di Enna, sparandole un colpo di pistola prima di costituirsi alla caserma dei carabinieri. L’omicida si chiama Filippo Marraro, titolare di un autolavaggio. La vittima si chiamava Loredana Calì e aveva 40 anni: è stata trovata morta nella campagna di proprietà della madre. La coppia si era separata la scorsa estate e ha due figli,

Dopo il delitto Marraro, 51 anni, ha chiamato i carabinieri e ha indicato il luogo dell’omicidio. Marraro ha dato appuntamento alla ex e quando è arrivato ha estratto la pistola e ha sparato. Secondo le testimonianze raccolte finora che in passato l’uomo si fosse reso responsabile di atti di violenza nei confronti della donna, che però non l’aveva mai denunciato.

Nei giorni scorsi Marraro su facebook aveva scritto tra l’altro “la vendetta un piatto freddo, più è freddo e più si gusta”. Sul profilo social, nella colonna di presentazione, aveva scritto di essere “vedovo” e “disoccupato ben organizzato”.

“A Nuoro e a Enna registriamo altri due femminicidi. E si arriva a 17 dall’inizio dell’anno – commenta la presidente del Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli – C’è tanta amarezza nel constatare che si fanno convegni sulla violenza di genere, congressi in difesa della famiglia assicurando un futuro favoloso ma intanto le donne continuano a morire con dinamiche purtroppo simili: uomini che non accettano la fine di una storia e con violenza le aggrediscono e arrivano addirittura ad ucciderle”.

La presidente della commissione Giustizia della Camera Francesca Businarolo chiede ora di accelerare l’approvazione delle nuove norme contro la violenza sulle donne: “Romina a Nuoro e Loredana ad Enna sono l’ennesima testimonianza di una violenza che va fermata. Andiamo avanti con l’approvazione delle nuove norme contro la violenza su donne e bambini. Il testo torna in Aula domani, impegniamoci affinché diventi al più presto uno strumento reale a disposizione di tutte le persone più deboli che rischiano di essere vittime di questi episodi drammatici. In questa battaglia siamo tutti dalla stessa parte della barricata. Facciamo in modo che, presto, aprire il giornale non significhi più leggere un bollettino di guerra”.

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