La recente riforma della legittima difesa sta dando vita a una serie di considerazioni fuorvianti. C’è chi pensa di poter comprare un fucile per “sparare al primo che lo minaccia” e chi, al contrario, pensa che il Paese stia scivolando in una specie di “Far west” urbano. Ma per comprendere la portata di una norma non bisogna fidarsi delle spiegazioni fornite da micro video online, perché spesso sono sintesi pilotate ad arte e ciò che infatti oggi la gente sa è che la nuova legittima difesa consente a chiunque possieda un’arma denunciata di sparare: il che è una semplificazione ridicola. Per capire una norma bisogna leggerla. La politica tenta di impadronirsi di ogni tassello della nostra esistenza sociale, perciò leggiamo il nuovo articolo 52 del codice penale, quello della “Difesa legittima”.

Intanto sgombriamo il campo da un equivoco: la norma non vale solo per chi sta a casa o in azienda, ma vale dovunque, quindi in autostrade, piazze, cinema e via dicendo. Non è diretta solo al piccolo imprenditore trevigiano, al condomino romano o al proprietario terriero pugliese, ma è efficace nei confronti di tutti e dovunque. Se sei costretto a difenderti da un’aggressione puoi farlo, a mani nude o con un’arma, purché ci sia una proporzione fra l’aggressione e la tua difesa. Se spari a un tizio che ti minaccia con un pugnale o una pistola, ovviamente la proporzione è rispettata. Se qualcuno ti attacca a mani nude e gli spari, altrettanto ovviamente la proporzione non è rispettata, a meno che il tizio che ti attacca non sia alto due metri per 100 chili, perché in quel caso gli basterebbe un pugno per ucciderti, quindi la proporzione sarebbe rispettata. Come si fa a decidere se la proporzione fra aggressione e difesa è rispettata? Lo fa il giudice, che mette su una bilancia i pro e i contro.

In casa, nel tuo negozio o in azienda, però, le cose cambiano. Se in questi luoghi devi difenderti da un individuo che è entrato e hai un’arma denunciata o un coltello o una mazza, la norma ti fa credere di poter fare quello che vuoi, perché la proporzione fra offesa e difesa si dà sempre come esistente, anche se l’estraneo non ha intenti aggressivi e sta solo rubando, ma non si arrende al tuo “alt!”. Non basta. All’interno di casa tua o in azienda, la norma ti fa credere di poter usare un’arma anche per respingere “un’intrusione” violenta o minacciosa. Ora, cosa sia esattamente “un’intrusione” non finalizzata a un’aggressione o a un furto non si sa, e lo decideranno di volta in volta i tribunali fino a fare giurisprudenza. Il punto forte della nuova normativa, però, interviene nel momento in cui hai fatto fuori per sbaglio un “intruso”, che magari era solo un poveraccio mezzo brillo: sei salvo, secondo la norma, se dimostri di aver sparato in stato di “grave turbamento”, se cioè eri talmente spaventato da essere andato fuori di testa.

In conclusione, la nuova norma divide il campo in due grandi settori: da una lato il “dovunque”, in cui la legittima difesa continua a essere quella di sempre; dall’altro il campo si restringe all’abitazione, al negozio o all’azienda (nuova assai poco, però, perché questa suddivisione fu introdotta dal governo Berlusconi nel 2006), dove intervengono le nuove norme che lasciano intuire l’idea di un uso più spregiudicato delle armi. 

C’è una cosa, però, che nessuno dice. La legittima difesa, anche in questa nuova formulazione, continuerà a essere applicata sempre e comunque dal giudice. Sarà il giudice a valutare i pericoli connessi a un’aggressione o se un aggressore si è arreso o meno o se c’è stata o no “un’intrusione” violenta e, soprattutto, sarà pur sempre il giudice a decidere se la situazione era tale da averti creato un “grave turbamento”. Perciò, alla fine dei conti cambia poco: se il giudice ritiene che tu abbia sparato a casaccio, finirai ugualmente denunciato o peggio. Bisognerebbe modificare la mentalità dei giudici, ma per fortuna siamo in uno stato di diritto con una salda tripartizione dei poteri secondo la dottrina Montesquieu, e nessuno può imporre loro nulla.

Il risvolto davvero importante, e per molti versi pericoloso, della nuova norma è un altro: si è talmente straparlato di questa riforma (di cui pochi hanno capito che non si tratta solo di “con un ladro in casa posso sparargli”), che la gente correrà ad armarsi pronta a far fuoco alla prima ombra che vedrà per casa, rischiando la galera. Dietro ci sono degli evidenti calcoli politici, che non tocca a chi scrive evidenziare. Molto meglio, in questi casi, concludere con una domanda: e se quell’ombra, “quell’intruso”, ucciso dal tuo vicino fosse tuo figlio, che magari, tornando stanco dal lavoro e al buio, ha confuso la porta di casa con quella del John Wayne di turno?