di Lorenzo Giannotti 

Il deluso di sinistra è una figura ormai mitologica, mezzo uomo e mezzo fantasma, farebbe comodo a tutti, ma chiunque ne necessiti lo spinge via con veemenza. Il deluso di sinistra ha votato 5S il 4 marzo spinto da un moto di speranza impetuoso. Dal punto di vista delle politiche economiche, i grillini hanno dimostrato di guardare a sinistra, ma il deluso non perdona l’appoggio della maggior parte del Movimento alle politiche sull’immigrazione salviniane, mentre il restante spicchio si prodiga in un silenzio assenso assordante.

Il nostro deluso scappato a gambe levate dal Pd degli ultimi governi tenta il riavvicinamento, e alle primarie vota Nicola Zingaretti, che vince contro la flebile concorrenza, proclamando cambiamento. Il neo segretario per prima cosa annuncia il suo amore per il Tav e la sua passione per l’ambientalismo di Greta Thunberg, che sarebbe come dire: “Tifo Juve dalla nascita, ma anche l’Inter non mi dispiace”.

Il deluso di sinistra sbuffa.

In seconda battuta elogia la riforma costituzionale renziana (il primo taglio che ha portato ad un’emorragia inarrestabile), che milioni di italiani hanno respinto con ardore.

Il deluso di sinistra alza gli occhi al cielo.

La fortuna non è dalla parte del governatore del Lazio, così pochi giorni dopo la nomina del nuovo tesoriere del partito, Luigi Zanda, si viene a sapere della proposta di legge di quest’ultimo (ante nomina), che vorrebbero aumentare (in soldoni) l’esiguo stipendio netto dei nostri impavidi parlamentari (attualmente 14.000€ circa comprensive di diaria e indennità) equiparandolo a quello dei colleghi del Parlamento europeo, e reintrodurre una sorta di finanziamento pubblico ai partiti, seguiti dagli immancabili vitalizi.

Il deluso di sinistra impreca.

La vita del deluso di sinistra è grama. Le soddisfazioni lo ripudiano, la felicità lo scaccia, il buon umore non lo impatta mai. Il panorama è desolante per il deluso di sinistra: si volta a destra e vede Salvini, guarda il Movimento 5 Stelle e vede una massa eterogenea e confusionaria, si gira a sinistra e vede una miriade di efelidi che non vanno oltre il 2 per cento, dà un’occhiata al Pd e vede Zanda. Il deluso di sinistra è uno stremato nomade spazientito da una politica recalcitrante nei suoi confronti.

L’unico palliativo per lui è chiudere gli occhi e sognare l’astensione.

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