Ramy e Adam sono i due protagonisti del salvataggio dei 51 bambini dell’autobus di Crema che due giorni fa è stato dirottato e poi dato alle fiamme dal 47enne Ousseynou Sy. I due che hanno dato l’allarme, uno chiamando i carabinieri, l’altro chiamando la madre. “Eroi”, sono stati definiti, mentre loro rifiutano questa narrazione, sia per quel che riguarda quanto accaduto mercoledì all’interno del bus sia per quel che riguarda il loro “premio”: la cittadinanza italiana. “Per essere schietti, è il mio sogno”, racconta Ramy Shehata al Corriere della Sera. “Ma allora dovrebbero darla anche a mio fratello e ai miei compagni di classe di origini straniere che vivono in Italia da tanto tempo e magari sono pure nati qui“, aggiunge. Lo stesso concetto ribadito dalla madre di Adam: “I bambini sono tutti eroi, sono tutti stati bravi. Sono cresciuti qua, hanno frequentato la scuola qua, l’Italia è il loro Paese“.

Così le loro dichiarazioni rilanciano il tema dello ius soli, già bocciato anche da Luigi Di Maio che ha specificato come la questione non sia “nel contratto di governo”. La cittadinanza a uno dei bambini coinvolti nel dirottamento del bus riapre il tema ius soli? “Stiamo parlando di un singolo caso, non approfittiamo in modo strumentale per aprire una prospettiva più ampia”, risponde anche il premier Giuseppe Conte a Bruxelles. Matteo Salvini intanto promette di lavorare per dare la cittadinanza a Ramy. “Sarebbe bello“, commenta il premier.

Era stato proprio il padre di Ramy, Khalid Shehata, arrivato in Italia dall’Egitto nel 1996, ad auspicare per primo la concessione della cittadinanza per merito a suo figlio. Un’idea rilanciata da Di Maio scrivendo una lettera di formale richiesta ai Ministri dell’Interno e degli Affari esteri. Il quattordicenne però ragiona in modo diverso. Essere “italiano” lo emoziona, è il suo sogno, sarei “felice“, spiega al Corriere della Sera, ma rifiuta il ruolo di star e rivendica lo spirito di gruppo della sua classe: “Siamo stati tutti in gamba, tutti uguali e tutti insieme”.

La stessa proposta che arriva anche dalla madre di Adam, ragazzo di origine marocchina nato in Italia. Per lei suo figlio merita la cittadinanza italiana come Ramy: entrambi hanno dato l’allarme, come dimostrano “le registrazioni delle telefonate che ha fatto Adam”, spiega la donna. Poi specifica: “Comunque i bambini sono tutti eroi, sono tutti stati bravi. C’è stata anche una bella collaborazione“. La madre è “contenta per Rami”, ma “se la cittadinanza la danno anche ad Adam sarà una bella cosa per lui. Sono cresciuti qua, hanno frequentato la scuola qua, l’Italia è il loro Paese”, sottolinea.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Norcia, le suore benedettine sono rientrate al monastero: “Un messaggio di speranza per il territorio”

prev
Articolo Successivo

Rogo nella nuova tendopoli di San Ferdinando, morto migrante. Prefetto: “Fatto inatteso” e Libera: “Dinamica strana”

next