I frutti della ricerca sono un patrimonio inestimabile per una nazione, ancor di più un’unione come quella Europea. A tal fine la Commissione Europea ha avviato da anni la piattaforma OpenAIRE, per favorire l’accesso aperto al materiale prodotto dalla ricerca (articoli, pubblicazioni, conferenze, relazioni tecniche, dati sperimentali, eccetera), in modo da capitalizzare il lavoro dei ricercatori europei, e collegare l’Europa all’ambiente di ricerca globale. Ora è in corso il progetto OpenAIRE-Advance, finanziato dall’UE con circa 10 milioni di euro, a cui partecipano 35 Paesi fra cui l’Italia.

L’obiettivo è mantenere e consolidare i servizi OpenAIRE, nonché a renderli compatibili con lo European Open Science Cloud (EOSC), un’infrastruttura paneuropea che consente agli scienziati di archiviare e accedere facilmente ai dati delle ricerche. Oltre a promuovere il lavoro della piattaforma OpenAIRE e l’accesso aperto alle conoscenze scientifiche, OpenaAIRE-Advance ha il potenziale per spingere lo sviluppo del cloud europeo, ossia di quelle soluzioni di archiviazione e di servizi in remoto che possono favorire l’innovazione europea su vari fronti.

Foto: Depositphotos

 

Il primo obiettivo di un lavoro che è iniziato nel 2018 e che si concluderà a dicembre 2020, è rafforzare la posizione globale dell’Europa nella gestione dei dati provenienti dalla ricerca. Così facendo sarà possibile garantire che l’UE raccolga i benefici della Scienza.

Inoltre, OpenAIRE-Advance istituirà delle task force di esperti per favorire lo scambio di conoscenze, la gestione dei dati delle ricerche e gli aspetti legali. Gli aspetti legali sono legati alla presentazione delle domande di brevetto, che è un passaggio indispensabile per il riconoscimento di un lavoro, ma non sempre semplice. Lo scambio di conoscenze va inteso come qualcosa che non è circoscritto al mondo scientifico, anzi deve coinvolgere tutti. Prendiamo ad esempio una ricerca brevettata su un materiale: dovrebbe permettere alle aziende di sviluppare un prodotto commerciabile, e il pubblico – imprenditoria compresa – dovrebbe essere informato dell’esistenza del nuovo prodotto e dei vantaggi che offre.

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Tanto più i dati della ricerca sono accessibili, quanto più potenziale hanno di essere capitalizzati, per questo è importante che la condivisione non riguardi solo il singolo Paese, ma tutto il mondo. Ecco perché sono previsti progetti pilota con importanti istituti di ricerca, iniziative per i cittadini e collaborazioni estese con partner in Africa, Canada, Giappone, America Latina e Stati Uniti.

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