Daniele Frongia, assessore allo Sport del comune di Roma, indagato per corruzione nell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma, si è autosospeso e ha rimesso le deleghe nelle mani di Virginia Raggi. “Come ho già dichiarato stamani – fa sapere Frongia – ho piena fiducia nella magistratura e, come sottolineato anche dai miei legali, confidiamo in una rapida archiviazione del caso. Tuttavia, per una questione di opportunità politica, nel rispetto del M5s, degli attivisti e di chi ci sostiene ogni giorno, ma soprattutto nel rispetto degli stessi principi che mi spinsero molti anni fa ad aderire al Movimento, una forza politica trasparente e in cui credo fermamente, ho deciso di autosospendermi dal M5S e di riconsegnare le deleghe attribuitemi dal sindaco Virginia Raggi in qualità di assessore allo Sport di Roma Capitale”. “Ricordo nuovamente che il mio caso trarrebbe origine dall’interrogatorio di Parnasi del 20 settembre 2018, già uscito all’epoca sui giornali, in cui lo stesso sottolineava più volte di non aver mai chiesto né ottenuto favori dal sottoscritto – conclude -. Comprendo, per così dire, la necessità di alcuni giornali di scagliarsi ora, ferocemente, contro la giunta capitolina. Ma il mio caso non ha nulla a che fare con ciò che è emerso ieri. I principi etici del M5S sono alla base della mia azione politica”. Anche Luigi Di Maio commenta: “Da quello che mi dicono gli avvocati per Frongia si va verso l’archiviazione nei prossimi giorni. Per questo stiamo guardando ad un lasso temporale di 6-7 giorni – dice il capo politico del M5s al Diritto e Rovescio su Rete 4 – De Vito l’ho cancellato io personalmente e basta”, “deve restare lontano dal movimento”.

Già vicesindaco e poi assessore allo sport in Campidoglio, Frongia è da sempre una pedina importante nello scacchiere del Campidoglio. All’inizio era vicino alla sindaca Virginia Raggi, tanto da esserne il primo vicesindaco: erano i tempi della chat “4 amici al bar”, dove oltre alla sindaca e al vicesindaco comparivano anche l’allora capo segreteria politica Salvatore Romeo e il vice capo di gabinetto Raffaele Marra. I quattro erano inseparabili, i fedelissimi della sindaca ancora non alle prese con le inchieste che metteranno alla prova l’amministrazione. A introdurre Romeo a Raggi fu proprio Frongia: i due si erano incontrati quando Frongia fu incaricato di redigere per M5S il libro nero degli sprechi al Comune e la spending review che portò anche ad una pubblicazione.

Poi Raggi diviene sindaca e indica Frongia come capo di gabinetto e successivamente, viste le difficoltà burocratiche, lo nomina vicesindaco. Ma dopo il caso Marra, il vice capo di gabinetto arrestato per corruzione per una vicenda che non aveva niente a che fare col Comune e travolto dall’inchiesta sulla nomina del fratello Raffaele a capo del Dipartimento Turismo, Frongia si dimette da vicesindaco lo stesso giorno che Marra lascia il posto da vice capo di gabinetto. I rapporti con Raggi sembrano raffreddarsi ma Frongia non viene estromesso dal Campidoglio, perché considerato decisivo per le strategie politiche, ma viene retrocesso ad assessore allo Sport, delega che aveva anche da vicesindaco.

Romano, amante delle arti marziali, è stato Presidente della Commissione Capitolina Speciale per la spending review e si è occupato del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e dell’impiantistica sportiva. Prima di impegnarsi in politica col MoVimento è stato attivo nel volontariato, collaborando con Emergency e Libera, e ha lavorato presso l’Istituto Nazionale di Statistica dal 2003, dopo alcune esperienze presso SAS e Telecom (Telesoft). In Istat ha ricoperto l’incarico di responsabile dei siti web e dei sistemi di comunicazione e collaborazione. Competenze professionali che poi ha messo al servizio del movimento occupandosi “di prevenzione e contenimento degli attacchi informatici al sito di Beppe Grillo, sperimentazione e adozione di un software per le votazioni online del MoV”. Molto attivo nei meet up anche lui, al pari dell’ex presidente del consiglio comunale di Marcello De Vito, arrestato ieri, è un pentastellato della prima ora. Ma, a differenza di De Vito, Frongia non è mai stato una spina del fianco per la Raggi. Anzi. E oggi M5S fa quadrato confidando nel’archiviazione. E lui, sperandoci, in serata si autosospende.

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