Uno dei nodi critici dei prodotti Android è che spesso l’utente ha difficoltà a capire a quali dati accedono esattamente le app installate, quali informazioni trasmettono e via dicendo. La prima e più rilevante novità di Android Q è proprio quella di dare agli utenti maggiore controllo dei dati in uso alle applicazioni. Con il prossimo sistema operativo, il proprietario dello smartphone potrà controllare in maniera più approfondita le applicazioni che rilevano la posizione, e intervenire sulle azioni che vengono svolte in background, ossia che avvengono senza che l’utente ne veda traccia o ne sia avvisato.

Per quanto riguarda la gestione dei file condivisi, saranno necessari nuovi permessi per accedere alle fotografie, ai video e ai file audio. I servizi notificheranno le loro attività e sarà più difficile accedere ai parametri che identificano gli smartphone, come per esempio il codice IMEI e il numero seriale.

Sempre in relazione alle applicazioni, c’è una buona notizia che riguarda il controllo sulla sicurezza delle app: è stato potenziato il Google Play Protect. Ogni giorno analizzerà oltre 50 miliardi di applicazioni per identificare e rimuovere quelle potenzialmente dannose.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Facebook avrebbe venduto i dati degli utenti ad altri colossi digitali, inchiesta a New York

next
Articolo Successivo

Auto a guida autonoma controllate dagli hacker? Basterebbe poco per bloccare un’intera metropoli

next