“Finalmente tutti hanno capito la boiata pazzesca che è stato il Codice degli Appalti quindi adesso ci si mette mano seriamente”. Così Massimo Garavaglia, sottosegretario leghista al ministero dell’Economia archivia il codice messo in piedi per contrastare la corruzione nelle piccole e grandi opere infrastrutturali e che il governo, (assieme al varo del decreto ‘Sblocca Cantieri’) si appresta a riformare. Garavaglia minimizza anche il pericolo della corruzione: “Che rappresenti un problema lo diceva già Giolitti qualche tempo fa – continua il sottosegretario in quota Lega – e ciò nonostante siamo arrivati ad essere la quarta potenza del mondo. Non è che per la corruzione blocchi tutto il Paese”. Riforma del Codice degli appalti avvallata anche dall’altro sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, secondo la quale “la lotta alla corruzione si fa con la certezza di punire chi sbaglia, ma anche dando la possibilità a chi amministra gli enti locali di avere un minimo di libertà nel fare le cose e l’esempio calzante sono i sindaci dei comuni terremotati che delle volte hanno paura di firmare gli atti per timore di rimanere incagliati in delle norme sovrapposte ed incastrate e che fanno rischiare tantissimo anche quando uno vuole agire nel pieno della legalità”. Per Matteo Salvini, ministro dell’Interno e vicepremier,  invece la corruzione si combatte con la responsabilità e velocità, più lenta va un’opera pubblica, più complicato è avere un’autorizzazione, più è facile che si infili qualche malintenzionato – e aggiunge – le norme rigide per combattere la corruzione a volte aiutano i furbetti” e blinda il governo “non cadrà dopo le Europee” dove, secondo i sondaggi, si annuncia exploit della Lega e arretramento del M5s e blinda anche il ministro Toninelli: “Ci sarà ancora lui alle Infrastrutture dopo le europee, perché squadra che vince non si cambia”