Julie Andrews Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra del cinema di Venezia 2019. L’annuncio è stato dato quando ancora si attendono ricchi premi e cotillon offerti da Cannes 2019. E ancora una volta quell’equilibrio tra cinefilia e glamour da red carpet si concretizza al Lido. La Andrews, 83 anni, una carriera iniziata quasi settant’anni fa come bambina e voce prodigio, è un monumento vivente del cinema mondiale.

Un Oscar, cinque Golden Globe, due Emmy, tre Grammy, due BAFTA, uno Screen Actors Guild, l’attrice inglese scoperta quando aveva otto anni per le sue straordinarie doti canore divenne celebre per il ruolo della supertata Mary Poppins nel film musical omonimo del 1964, diretto da Robert Stevenson. Successo planetario doppiato un anno dopo con un’altra governante, ex suora, la Maria di Tutti insieme appassionatamente, film diretto da Robert Wise che, per chi scrive è forse qualcosina in più rispetto a Mary Poppins.

Poi dal 1969, dopo aver sposato il regista Blake Edwards, diventa la sua attrice in diverse commedie di successo come: 10, S.O.B. e nel 1982 il celebre Victor Victoria dove con il suo doppio Victoria Grant/Conte Victor Grazinski è anticipatrice di un personaggio en travesti che la farà planare dritta nell’universo iconografico del mondo gay. La Andrews ha poi diradato i suoi impegni lavorativi e nel 1997 è stata vittima di una disgraziata operazione chirurgica alla gola che l’ha privata per sempre della sua inconfondibile voce. Per l’errore in sala operatoria un noto chirurgo statunitense è stato obbligato a risarcirla con venti milioni di dollari.

Infine, le ultime apparizioni come doppiatrice nei primi anni duemila, tra cui l’ultimo Acquaman (2019). “Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”, ha spiegato la donna. “Il Leone d’oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”, ha aggiunto, il direttore del Festival di Venezia, Alberto Barbera.

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