di Enzo Marzo

Molti si stanno interrogando sul perché il M5s stia perdendo precipitosamente il consenso degli elettori. Anche noi abbiamo dato risposte assai severe. Critica liberale nella furia della polemica è arrivata a definire i 5stelle incompetenti, ignoranti, inesperti, inconsistenti e persino imbroglioni (vedi la truffa delle votazioni interne prive di alcun controllo esterno e la burla delle “deroghe” sui princìpi dichiarati fondanti). Nelle ultimissime settimane ne è stata prova lampante la “guerra alla Francia”, dove si è arrivati a un concentrato in pochi giorni delle cinque I di cui sopra. Adesso ci dà ragione persino Grillo. Non sarà che il Capo si sta accorgendo di aver partorito solo “mostri”?

Però non siamo delusi, perché non ci siamo mai illusi. Sapevamo quale terribile sciocchezza fosse la “teoria generale” del movimento (il cosiddetto Dna), fatta di democrazia diretta dall’alto, il disconoscimento della distinzione tra destra e sinistra, il rifiuto d’ogni ideologia, declinato in rinuncia d’ogni idea. Una sciocchezza infantile che, arrivati al governo e quindi al momento delle decisioni, se non si possiede alcuna bussola, non ha potuto non tradursi in Opportunismo o Sottomissione verso chi le idee (ancorché fasciste e medioevali) ce l’ha. Da qui il diluvio di critiche più che meritate. E, chissà, il momento dell’autodissoluzione potrebbe essere vicino.

Così, di guai, il M5s ne ha combinati assai. Ma tra questi ce n’è uno che non riusciremo mai a digerire, perché è il compendio di tutti i tradimenti perpetrati. Ci riferiamo alla politica dell’informazione, e più precisamente all’appropriazione integrale, anzi peggiorativa, della riforma della Rai-tv pubblica. Già nei venticinque anni precedenti era stato un punto dolente della  politica italiana. Il conflitto d’interessi plateale di Berlusconi, i suoi editti, la formazione di fatto del monopolio “Raiset”, la riforma Gasparri avevano inquinato l’intero paesaggio dell’informazione televisiva in Italia. Già non brillante. Si pensava che la situazione non potesse peggiorare, e invece l’allievo stupido di Berlusconi, ossia Renzi, completerà il capolavoro con una riforma col massimo livello di accentramento di potere nelle mani del governo. In più, egli impone, con il voto di fiducia, lo scavalcamento del Parlamento. Evidentemente Renzi era convinto di governare per i successivi cento anni e così si è adoperato a forgiare il massimo strumento liberticida a favore degli avversari. Ma se si è stupidi si è stupidi. Fico dirà: Renzi «è un traditore, un traditore delle  persone che lo eleggono». Parole profetiche, anche per i 5s.

La reazione del M5 stelle fu violentissima. E anche ben motivata. Si sottolineò l’oltraggio al Parlamento, si definì la riforma Rai-Tv «legge schifosa». Roberto Fico, allora presidente della Commissione parlamentare di vigilanza radiotelevisiva, pronunciò un intervento davvero puntuale a nome del suo Gruppo.

Passano pochi anni, il M5s va al governo assieme alla Lega. Coloro che disconoscevano la differenza tra la destra e la sinistra adesso assaggiano i sapori nauseabondi dell’estrema destra, e gradiscono. Nel Contratto tra le parti non si dice nulla sulla Tv, ma sicuramente c’è qualche codicillo scritto con l’inchiostro simpatico. Tutti i proclami sull’«indipendenza» (addirittura) sono gettati nel cestino, e come “i ladri di Pisa” le due forze di governo si spartiscono il bottino. Come un Renzi qualunque. Il M5s perde la coerenza e l’occasione di una riforma radicale “senza costi”. E arriva persino a ridicolizzarsi quando ratifica l’accordo pubblico di potere tra Lega e Berlusconi sul Presidente della Rai. Nessun dibattito interno, nessuna perplessità, tradimento puro, freddo, calcolatore, opportunistico. Tutto bene, basta non lamentarsi o fra finta di non capire quando gli elettori fuggono a gambe levate.

Ps. Alcuni hanno criticato il nome “casaleggini” che spesso diamo ai casaleggini. Pensando che ci sia un intento beffardo o addirittura denigratorio. Smentiamo questa interpretazione. Non è la nostra. Quando si definiscono “berlusconiani” i berlusconiani, o “salviniani” i leghisti d’oggi, o “togliattiani” i comunisti al tempo di Togliatti non c’è alcun intento offensivo, ma solo neutra descrizione di una realtà di fatto.

Ps2. Pubblichiamo nel quindicinale allegato il discorso integrale pronunciato da Roberto Fico [XVII LEGISLATURA – Resoconto stenografico dell’Assemblea – Seduta n. 507 di mercoledì 21 ottobre 2015] a proposito della Riforma Renzi sulla Rai-tv. Come potete leggere è di enorme interesse perché spiega molto del passato e del presente del M5s.

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