Il governo, davanti alla frenata dell’economia, prova ad accelerare sugli investimenti pubblici. Giuseppe Conte ha firmato tre decreti che avviano il Piano nazionale contro il rischio idrogeologico e istituiscono le attese cabine di regia Strategia Italia e InvestItalia, a cui è affidato il compito di supportare il presidente del Consiglio nel coordinamento delle politiche sugli investimenti pubblici e privati. Intanto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha messo a punto un piano da 19 miliardi per “interventi improcrastinabili di messa in sicurezza del territorio nazionale e di impulso al trasporto, sia locale che nazionale”, chiedendo al Tesoro di destinare a quei capitoli più del 40% dei 43,6 miliardi di euro (spalmati su 15 anni) che la legge di Bilancio stanzia o sposta sul fondo investimenti.

Il piano di Toninelli prevede, stando a quanto anticipa Il Sole 24 Ore, 2,8 miliardi di spese nel triennio 2019-2021, di cui 586 milioni quest’anno. La priorità verrebbe data alla manutenzione delle strade, alla messa in sicurezza di ponti e gallerie, ferrovie regionali e recupero di case popolari. Tra le grandi opere sono citate le metropolitane e quelle comprese nel contratto di programma con le Fs. Il titolare dell’Economia Giovanni Tria ha spiegato ieri che il dpcm per il riparto dei fondi “è in avanzata fase di definizione” e si sta anche “attivando una task force per la rilevazione sistematica e l’analisi dei progetti in corso con attenzione particolare ai problemi legati alle azioni di implementazione e agli ostacoli strutturali che emergono”.

Saranno però presso Palazzo Chigi le cabine di regia Strategia Italia (prevista dal decreto Genova) e Investitalia, a cui la manovra ha destinato 25 milioni l’anno autorizzandola ad assumere 300 persone “di elevata qualificazione scientifica e professionale“, dovrebbe aiutare gli enti locali a velocizzare le procedure e sbloccare i nodi burocratici che allungano i tempi di completamento delle opere. Le due cabine di regia sono “essenziali per la realizzazione di opere pubbliche e il riammodernamento delle infrastrutture”, ha scritto Conte su Facebook.

Il piano contro il dissesto idrogeologico mette in campo 2,6 miliardi di euro per la gestione delle emergenze attraverso la Protezione civile (fondi per i quali l’Italia ha chiesto alla Commissione Ue l’attivazione delle clausole di flessibilitàa cui si aggiungeranno, come ha anticipato al Sole 24 Ore il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, “6,59 miliardi al ritmo di 900 milioni a triennio” di fondi europei, della soppressa Italia Sicura e del ministero per interventi di messa in sicurezza del territorio su impulso dei governatori delle regioni.

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