Serie B a 20 squadre, Serie C possibilmente senza Pro Piacenza e Matera (le due squadre in crisi che non presentandosi in campo o schierando ragazzini stanno falsando il campionato) e regole più severe sulla sospensione delle gare in caso di cori razzisti. La Figc si muove e prova a mettere una pezza su alcuni dei tanti problemi che affliggono il calcio italiano.

VERSO L’ESCLUSIONE DI MATERA E PRO PIACENZA (CHE HA IL PRESIDENTE INDAGATO) – L’emergenza più impellente da affrontare era quella della Serie C: una farsa, più che un torneo, con due squadra praticamente spacciate (Pro Piacenza e Matera) e altre due in bilico (Lucchese e Cuneo), per vari crisi finanziarie e il pasticcio della fideiussione Finworld. Come anticipato, la FederCalcio non ha la possibilità di escluderle d’imperio (anche per il precedente capestro della Vibonese, dove la precedente gestione di Tavecchio fece ricorso contro una sentenza che avrebbe potuto risolvere la situazione). Dunque l’unica linea possibile è quella di forzare il ritiro delle due società attraverso le norme che già ci sono: le 4 società che non hanno sostituito la garanzia irregolare verranno presto sanzionate con altri 8 punti di penalizzazione e 350 mila euro di multa. Chi non paga entro due settimane (e per società in grave crisi è quasi impossibile farlo) sarà escluso dal campionato. Così entro la fine di febbraio dovrebbe essere risolto il problema di Matera e Pro Piacenza: stamattina la sede del club emiliano è stata perquisita dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta che vede indagato il patron Maurizio Pannella e nasce dai documenti su operazioni opache e pagamenti misteriosi che il Fatto Quotidiano ha svelato in anteprima.

LA SERIE B TORNA A 20 SQUADRE – La Serie C dovrebbe dunque perdere due squadre (forse 4: anche Lucchese e Cuneo sono a forte rischio). In compenso, però, avrà una promozione in più: la Figc ha stabilito che dall’anno prossimo la Serie B passa ufficialmente a 20 squadre. È il format previsto nel programma elettorale del presidente Gravina ma anche l’unica soluzione logica dopo il disastro compiuto dal commissariamento del Coni che, bloccando i ripescaggi in estate, aveva portato il torneo a 19 (formula attuale e piuttosto bislacca). L’alternativa a termine di regolamento sarebbe stata tornare a 22, ma con la moria di club non avrebbe avuto senso. Così, dopo settimane di polemiche, i presidenti di B e C Mauro Balata e Francesco Ghirelli hanno trovato l’accordo: la terza serie avrà così 5 e non 4 promozioni tra i cadetti, come risarcimento del pasticcio estivo. Già trovata la formula: non ci sarà la finalissima dei playoff, le due vincenti delle semifinali saliranno entrambe di categoria. “Da tanti anni si parla di riforma dei campionati, questo è un passo importante”, ha spiegato il presidente Gravina. “Stiamo creando i presupposti per una riforma di sistema, prospettando una B a 18 squadre e la C a 40, come previsto dal programma”, gli fa eco il suo vice e capo dei Dilettanti, Cosimo Sibilia.

NUOVO PROTOCOLLO PER I CORI RAZZISTI (MA SALVINI È CONTRARIO) – All’ordine del giorno c’era anche la revisione del protocollo in caso di cori razzisti allo stadio: come già annunciato nelle scorse settimane, la Figc ha cambiato l’art. 62 delle Noif e inasprito le regole. Si passa da tre a due soli avvertimenti: al primo episodio l’arbitro interrompe il gioco e porta subito le squadre a centrocampo, al secondo si rientra negli spogliatoi. L’ultima parola sulla sospensione definitiva del match, però, resterà al sempre al responsabile dell’ordine pubblico, designato dal Viminale. E su come la pensi il Ministero dell’interno si è già espresso Matteo Salvini, che anche oggi ha ribadito la sua posizione contraria allo stop: “Facciamo la scala Richter dei buu, non facciamo ridere”, ha detto il leghista. Visto che alla fine decidono i suoi uomini, significa che non è cambiato quasi nulla.

Twitter: @lVendemiale

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