Il Carroccio contro Vladimir Luxuria, il M5s interviene in sua difesa. Dopo le polemiche per i vari rinvii della puntata di Alla Lavagna, trasmessa su Rai3 il 20 gennaio alle 22.25 (in seconda serata), con protagonista l’attrice ed ex politica, la Lega ha protestato per i contenuti trattati durante il colloquio con i ragazzi. La puntata, come già quelle in precedenza, prevedeva una serie di domande riguardanti la vita dell’ospite di turno. “Perché è nata come un uomo e ora è una donna?”, “quando ha sentito che non le piaceva il suo corpo?”, sono stati alcuni dei quesiti sottoposti dalla classe e a cui Luxuria ha risposto parlando di gender e bullismo. Una situazione “inaccettabile” per il capogruppo della Lega in commissione Vigilanza Rai, Paolo Tiramani, che ha parlato di “lezioni inaccettabili dove erano protagonisti giovani alunni che ascoltavano lezioni da una ‘mancata soubrette’ la cui vita personale dovrebbe restare tale”. E il collega senatore Simone Pillon ha annunciato un’interrogazione: “Vada a raccontare le ‘favole dell’uccello’ da qualche altra parte, sicuramente non a una scuola con ragazzini minorenni, davanti alle telecamere Rai. Si è trattato di una vergognosa forma di indottrinamento. Questo non può lasciarci indifferenti”. I commenti sono stati motivo di tensione però con gli stessi alleati di governo: “L’unica cosa che trovo a dir poco surreale”, ha detto il sottosegretario M5s alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora, “è continuare ad avere atteggiamenti omofobi e culturalmente regrediti, che non tengono conto della realtà e del rispetto dei diritti di tutti. Penso che la Rai abbia fatto molto bene e che occasioni del genere vadano sostenute”. Luxuria ha respinto le accuse: “Non ho fatto alcuna lezione su come si diventa trans perché anzi ho cercato di spiegare che si nasce gay o trans. Ho parlato sopratutto di bullismo. Ma queste polemiche dimostrano che i bambini sono molto più avanti di certi adulti“.

A dicembre scorso, era stata la stessa Luxuria a protestare per la decisione della rete di spostare varie volta la puntata. Finché si è deciso di trasmetterla il 20 gennaio alle 22.25, invece che nella fascia delle 20. L’attrice ha risposto alle singole domande spiegando la sua scelta di diventare una donna. “Io sono nato maschietto, ma io non mi sentivo così”, ha detto. “Io sentivo di essere una bambina. Mi piaceva giocare con le bambole. Tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un’immagine diversa da quello che ero. Stavo diventando un bambino molto triste. E a un certo punto ho fatto una scelta: questa principessa che sta dentro di me dovevo liberarla. Quindi ho deciso di confessarmi a tutti, qualcuno mi ha capito e qualcuno anche no. Oggi sento di essere una persona più equilibrata. Ma soprattutto libera. Quando ho sentito che non le piaceva il suo corpo?”, è stata un’altra delle domande dei ragazzi. “Quando mi guardavo alla specchio”, ha risposto Luxuria, “e mi aspettavo che nascessero le tette, invece mi spuntavano i baffi. Secondo me non si diventa così, non è una scelta, si nasce così e io mi sono sempre sentita così”.

“Questo programma è stata una delle cose più belle che ho fatto nella mia vita“, ha detto. “I bambini erano vigili, curiosi, attenti e pieni di domande. E io, come faccio anche nella vita quotidiana, ho risposto a tutto, sempre con tatto e credo con intelligenza. Anche perché, se non si danno risposte ai bambini, loro ti guardano con diffidenza e cercano risposte altrove, magari sul web, dove possono trovare risposte non proprio raccomandabili”, ha detto l’ex parlamentare, sottolineando che “tutti i genitori dei bambini presenti in trasmissione avevano dato il consenso alla puntata con me e alla fine si sono complimentati per come era andata. Eppure ancora questa mattina ho letto sulla stampa commenti in malafede, che istigano all’omofobia. Ecco: gay o trans si nasce ma omofobi si diventa per le paure che vengono provocate con certi commenti. Quei commenti da cui trapela che, in fondo, se sei gay o trans ti meriti una vita infelice e magari pure gli insulti o le botte”. “Speravo”, ha concluso, “che fosse sufficiente lo spostamento della puntata dalle 20.20 alle 22.25 ma per alcuni non è bastato. Però io sono ottimista, perché se i bambini con cui ho parlato sono il futuro, forse posso sperare in mondo migliore”.

Hanno protestato anche ProVita e Generazione Famiglia, associazioni promotrici del Family Day: “Caro Luxuria, ma quale favoletta sul maschietto che non era contento di essere maschietto”, hanno dichiarato i presidenti Toni Brandi e Jacopo Coghe. “La trasmissione ‘Alla lavagna’ è una scelta ben precisa: quella di indottrinare i bambini attraverso vere e proprie lezioni sul cambio di sesso. Si vergogni e anche la Rai. Sì è trattato di uno show non adatto ai minori e per di più sulla tv di Stato di cui siamo obbligati a pagare il canone”.