La protesta a Grillo a Oxford? Non c’è stata nessuna contestazione preventiva, ma molta curiosità e qualche perplessità sul fatto che parlasse in italiano e non in inglese, una cosa non comune a Oxford, e che impedisse di tradurre all’interprete. Quando però ha pronunciato la frase sugli italiani fuggiti a Londra, l’aula è esplosa“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus) da Cristian Trovato, ingegnere biomedico e dottorando in biologia computazionale a Oxford.
Trovato, ex presidente della Oxford University Italian Society, è l’autore del filmato che mostra l’intervento di Beppe Grillo nella prestigiosa università britannica. E spiega: “Quando è venuto Steve Bannon ci sono state contestazioni, sono state anche sbarrate le porte. Con Grillo non c’è stata nessuna protesta, cioè una contestazione preventiva. La sua frase sugli italiani “fuggiti” a Londra era in risposta a una domanda sui vaccini. Lui è stato un po’ evasivo e poi ha risposto in quel modo. E’ stato come se avesse detto: “Ve ne siete andati dall’Italia. Ma voi che ne sapete?”. A quel punto, ci sono stati fischi e “buu”, l’aula è esplosa. Il tema della nostra immigrazione è molto sentito” – continua – “Ci sono tante storie di vita diverse. C’è chi è a Oxford perché vuole studiare lì, chi, come me, non essendoci opportunità in Italia, è qui perché ha ricevuto l’offerta di un dottorato”.
Alle critiche dei seguaci 5 Stelle, che in tanti hanno bollato come “figli di papà” e come “élite” i contestatori di Grillo, Trovato risponde: “Io sono figlio di operai di Catania. Ho studiato a Bologna ingegneria biomedica, mi hanno offerto questa borsa di dottorato di 1200 pound di cui 600 se ne vanno per l’affitto di una stanza. Mi dispiace molto che si venga quasi additati come disertori della patria. Io non mi piango addosso affatto perché sono all’estero. Il punto vero di questa questione è la mancanza della libertà di scelta. Noi siamo costretti ad andarcene dall’Italia. E invece dovremmo scegliere. Se avessi una buona opportunità di lavoro e uno stipendio proporzionale a tutti gli anni di studio che ho fatto, sicuramente tornerei in Italia”.
Ma aggiunge: “Probabilmente finirò in Germania. A Londra ieri c’è stato il voto abbastanza sorprendente sulla Brexit. Siamo tutti preoccupati: inglesi, italiani, europei, nessuno sa cosa succederà. Un no deal sarebbe pericolosissimo anche per l’università, perché ci sono tantissimi finanziamenti all’Ue e senza un accordo quei finanziamenti sono in pericolo. Il Sud Italia è in coma, non c’è niente. Nel Nord qualcosa c’è. Ma c’è sempre un gap negli stipendi. In Italia, ad esempio, gli ingegneri sono pagati di meno. In Germania sono pagati molto di più, a fronte dello stesso costo della vita. Che in Germania i costi siano più alti è una leggenda metropolitana“.

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