Non posso continuare così”. In una conferenza stampa shock a Melbourne, l’ex numero 1 del mondo Andy Murray ha confermato che prenderà parte agli Australian Open al via lunedì – torneo dove ha raggiunto per 5 volte la finale – ma ha anche annunciato che a causa del persistere del dolore all’anca ha deciso di chiudere la sua carriera e spera di riuscire a farlo sull’erba di Wimbledon, dove ha trionfato nel 2013 e nel 2016. Sì perché il 31enne di Dunblane non è sicuro nemmeno di riuscire a continuare fino a luglio. Un calvario per il  campione scozzese, vincitore di 45 titoli Atp, tra cui tre Grand Slam (oltre ai due Wimbledon, gli Us Open 2012), e due ori olimpici, a Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, che non riesce a ritrovare la condizione ottimale per poter competere. “Ho sopportato il dolore da venti mesi a questa parte“, ha detto Murray. “Le ho provate tutte per cercare di far stare meglio la mia anca. Ha aiutato ma non abbastanza: sono in condizioni migliori rispetto a sei mesi fa ma avverto ancora molto dolore. Ed è dura”.

Nonostante la delusione e il dispiacere il britannico, che si è allenato in questi giorni anche con Novak Djokovic, ha comunque confermato che sarà in campo nel primo turno degli Australian Open contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut. “Ho intenzione di giocare – ha detto – posso ancora competere a certi livelli anche se non quanto sarei felice di fare. Il dolore è davvero tanto ed io non voglio continuare a giocare in questa maniera“. “Durante l’off-season a dicembre ho parlato con il mio team – ha concluso Murray – e ho detto che non potevo continuare ad andare avanti così, che avevo bisogno di mettere un punto perché non potevo continuare senza avere alcuna idea su quando il dolore sarebbe cessato”.

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