E’ stata fermata per alcune ore a Khartoum, in Sudan, la giornalista collaboratrice del Fatto Quotidiano Antonella Napoli, nel paese africano per seguire le proteste in atto da settimane contro il governo. Un caso denunciato dal presidente di Amnesty International Italia, Riccardo Noury e risolto poche ore dopo con il rilascio della reporter: “Sto bene – ha fatto sapere la cronista – anche grazie al grande lavoro fatto dall’ambasciatore. Ma io non sono una eroina”.

“Stavo facendo delle immagini, probabilmente ho ripreso qualcosa che non dovevo e mi hanno fermata -racconta la Napoli – Mi hanno fatto capire che erano dei servizi di sicurezza, non erano della polizia, erano in borghese. Mi hanno portato in una stanza anonima, non era un posto polizia, ma non mi hanno arrestata, mi hanno fermata”. “Mi hanno fatto tante domande e hanno voluto controllare tutto quello che avevo filmato, mi hanno detto che avrei potuto rischiare l’espulsione – prosegue la giornalista, che è anche fondatrice dell’onlus Italians for Darfur – Il problema è che in quel momento non avevo il passaporto perché domani vado in Darfour e la persona con cui sto lavorando qui aveva il passaporto per fare i permessi necessari”.

Dopo tutti i chiarimenti, la Napoli è stata rilasciata: “Alla fine si è risolto tutto cancellando le cose che avevo filmato e con la promessa che non avrei più ripreso”, spiega ancora. “Ma, ribadisco, la notizia non sono io e lo dico anche per rispetto ai tanti colleghi che hanno perso la vita, che sono stati ammazzati, io non ho subito nulla – sottolinea la giornalista -. La notizia deve essere il Sudan. Oggi sono stata in mezzo alla manifestazione, intossicata dai fumogeni. Sono qui perché finalmente si parli di Sudan e spero che questa vicenda possa servire solo a questo”.

La notizia del rilascio è stata diffusa dalla Farnesina: “Il ministro Moavero aveva dato istruzioni all’Ambasciata d’Italia a Khartoum di attivarsi immediatamente – si legge in una nota – E’ stato dunque preso formale contatto con le autorità locali allo scopo di avere tutte le necessarie informazioni e di ottenere il rilascio della giornalista italiana nei tempi più rapidi”.

Appena saputo del fermo, sulla vicenda si era espressa la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia Mara Carfagna: “In apprensione per Antonella Napoli, fondatrice della Onlus Italians for Darfur, una donna forte, coraggiosa, così preziosa per le altre donne. È scomparsa in Sudan. Aspettiamo sue notizie e chiediamo al nostro governo di fare tutto quanto possibile per riportarla presto a casa“.

Sabato la Napoli aveva pubblicato su Twitter l’immagine di un articolo pubblicato lo stesso giorno sul Fatto Quotidiano in cui la giornalista racconta la repressione governativa nei confronti delle proteste. “A Khartum si è appena conclusa la terza settimana di proteste contro il governo del presidente al-Bashir. Almeno 37 morti, secondo Amnesty, molti di più per l’opposizione. Le autorità sudanesi ammettono solo 19 vittime nei disordini. E noi giornalisti siamo guardati a vista“, scriveva sul social.

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