Nel 2017, 285mila italiani hanno lasciato il paese definitivamente. Ecchissenefrega. Secondo Matteo Salvini, bisogna difendere gli italiani dai “clandestini” che minacciano le nostre tradizioni, come il cotechino e le lenticchie. Ma non facciamola troppo lunga. E’ un continuo rimpallo delle colpe; una giravolta senza fine alla ricerca del miglior capro espiatorio ai propri errori.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, annuncia il boicottaggio del decreto Salvini perché “disumano e criminogeno”. Una vera e propria “violazione palese dei diritti umani, previsti dalla Costituzione, nei confronti di persone che sono legalmente presenti sul territorio nazionale”. Infatti, fra le novità del decreto sicurezza c’è quella che non basterà più il permesso di soggiorno per chiedere la residenza. Una genialata che per il Capitano italiano – sempre in tuta mimetica o uniforme – andrebbe notevolmente a ridurre l’illegalità, ridando serenità agli italiani che sono asserragliati in casa e che vedono l’uomo nero appropinquarsi all’orizzonte, con coltello in bocca e kebab in tasca.

E poi “con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare ‘disobbedienza‘ sugli immigrati” dice Salvini sui social, che della lotta alla mafia ha fatto la sua bandiera da anni. Lui, il capitano, che ai sindaci disobbedienti tuona ancora da Facebook: “Prima dobbiamo pensare ai milioni di Italiani poveri e disoccupati, difendendoli dai troppi reati commessi da immigrati clandestini, poi salveremo anche il resto del mondo”.

Anche se questo mondo, dice il rapporto Istat, parla sempre di più italiano. L’Ocse, infatti, segnala come l’Italia sia tornata ai primi posti nel mondo per emigrati, per la precisione all’ottavo, dopo il Messico e prima di Vietnam e Afghanistan. Una emorragia che ha creato una marea di nuovi espatriati, gli expat – come ci si chiama all’estero. Tutti fuggiti, ne converrà anche il premier Conte, quasi sicuramente a causa degli sbarchi. Mezzo milione di italiani vivono a Londra e dintorni a causa dei gommoni attraccati in Sicilia e dei clandestini che inondano le nostre città. E’ forse giunto il momento di chiamare Giovanni Muciaccia, con le sue forbici dalla punta arrotondata, alla guida del governo?