Tav? Ho preso un impegno scritto nel contratto di governo con gli italiani: aspettare l’analisi costi-benefici. Nel caso in cui si chiedesse un referendum, come potremmo opporci a un’istanza che arriva dai cittadini?”. Sono le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ospite di 24 Mattino, su Radio24. “Vediamo l’analisi tecnico legale e facciamo le somme” – continua – “Noi e Lega siamo due forze politiche serie e ci siederemo a un tavolo”.
Oscar Giannino obietta la locuzione “contratto di governo con gli italiani”: “Non è un contratto coi cittadini, ma tra di voi, perché M5s e Lega erano avversari alle elezioni del 4 marzo. Quindi, gli italiani non vi hanno dato nessun mandato, il contratto non ha il consenso degli italiani”.
Toninelli risponde: “Il M5s ha messo a consultazione il contratto di governo, quindi ha ragione lei quando dice che non esisteva il contratto prima del 4 marzo, ma non ha ragione quando afferma che non c’è stata una consultazione popolare”.

Il ministro si pronuncia anche sulle parole del politologo francese Jerome Fourquet, direttore del dipartimento Opinion dell’Ifop, che oggi in una intervista a Repubblica, oltre a ipotizzare l’imminente nascita di un M5s francese, paventa la formazione di un movimento europeo comprensivo dei 5 Stelle italiani e gilet gialli: “Apprezzo molto la fantasia e la curiosità che ha tanta gente. Non c’è collegamento tra noi e gilet gialli“. Poi si corregge parzialmente quando Maria Latella cita uno stralcio di Affari Italiani, secondo cui Luigi Di Maio sta lavorando a un manifesto politico per una nuova Europa: “Ben venga tutto quello che è iniziativa popolare e civile pacifica di quella necessità di uguaglianza e di equità sociale. Rimpasto di governo dopo gennaio e la manovra? E’ una cosa simpatica che gira almeno da tre mesi. Smentisco categoricamente, ma capisco che ci possa essere un dibattito di questo tipo per riempire qualche pagina di giornale. Siamo talmente impegnati sui contenuti che pensare alle poltrone è l’esatto opposto”.

Toninelli poi precisa che il dossier per l’ampliamento della pista dello scalo aeroportuale di Firenze deve essere inquadrato nel piano nazionale degli aeroporti, dichiarazione che qualche ora dopo ha provocato la reazione contrariata del sindaco del capoluogo toscano, Dario Nardella (“Trovo le dichiarazioni del ministro Toninelli clamorose, offensive e gravi (…) Rimango anche sbigottito perché un ministro dei Trasporti che dichiara la necessità di un piano nazionale degli aeroporti dimostra di non sapere che questo piano c’è già. In un caso del genere, un ministro dovrebbe avere l’umiltà di dare immediatamente le dimissioni“).

Riguardo al ponte Morandi di Genova, il ministro M5s ribadisce: “Confermo che Autostrade per l’Italia, che ha gestito male quella tratta autostradale e ha fatto crollare il Ponte di Genova, non gestirà nessuna attività, né la ricostruzione, né la demolizione. Ma ovviamente le pagherà entrambe, c’è scritto nel decreto Genova. Per quanto riguarda la ricostruzione del ponte, le procedure di affidamento sono gestite dal commissario governativo Bucci. Sono arrivati tanti progetti e ci sono, tra le offerte, quelle di importanti società di Stato, come Italferr e Fincantieri. Sta a Bucci decidere”.
E aggiunge: “Io penso che in pochi mesi, incrociando le dita, cioè entro la fine dell’anno prossimo, si possa avere un nuovo ponte e che in pochi anni Genova, grazie agli 1,2 miliardi di euro che abbiamo messo nel decreto Genova e nella legge di Bilancio, l’economia di Genova potrà essere più forte di prima. La revoca della concessione ad Autostrade? E’ ‘abbastanza scontato che la procedura in corso debba portare a quello. Avvocati e tecnici, a cui abbiamo dato mandato, stanno andando avanti con la procedura amministrativa. Chi non ha saputo gestire le autostrade, ha fatto crollare il ponte e nel frattempo si è enormemente arricchito non può continuare a gestire quel bene pubblico”.

Battuta finale su Alitalia: “Le offerte stanno arrivando, non posso entrare nel merito di questo dossier, che è delicato ed è sul tavolo del Mise, e quindi del collega Di Maio“.

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