Un anno. Esattamente un anno: è quanto durerà la cassa integrazione straordinaria programmata da FCA a partire dal prossimo 31 dicembre. Il motivo? Dare seguito al piano industriale di rilancio che il costruttore ha annunciato per i suoi impianti italiani.

Più nello specifico, la cassa integrazione riguarderà, a rotazione, tutti i 2.445 operai della fabbrica di Mirafiori e 800 lavoratori della fabbrica Maserati di Grugliasco: questi ultimi saranno in cigs da marzo, con turnazione degli operai addetti alla realizzazione del suv Levante (che in Europa ha avuto un tracollo della produzione del 24% nel periodo gennaio-ottobre e del -14% negli USA) che saranno ricollocati proprio a Mirafiori. Qui, nei primi nove mesi dell’anno, la produzione è calata del 31% a circa 26 mila auto (fonte FIM-CISL).

Una decisione, quella della cigs, presa perché nello stabilimento torinese è necessario adeguare le linee produttive alla futura Fiat 500 elettrica, il cui arrivo nel 2020 è stato confermato proprio qualche giorno fa insieme ai nuovi modelli Alfa Romeo e Maserati. Inoltre, durante il periodo di cassa integrazione, il personale sarà formato per operare al meglio alla costruzione del primo modello a zero emissioni del gruppo con elevate aspirazioni commerciali (Panda Elettra e l’attuale Fiat 500 EV non fanno testo in questo senso).

I sindacati non fanno una piega: “Siamo in piena linearità di un percorso che è finalizzato, con nuovi modelli, a rilanciare Mirafiori evitando licenziamenti”, ha spiegato in una nota ufficiale la Fim-Cisl di Torino. “Confermando la produzione della Maserati Levante, gli investimenti riguarderanno tutte le aree: lastratura, verniciatura, montaggio, logistica, RG Premium Center e l’Unità sottogruppi lamiera con l’obiettivo di consentire l’industrializzazione e la produzione della 500 elettrica”.

Secondo i sindacati, poi, la nuova 500 elettrica farà da “nave scuola” per la produzione degli altri modelli green di FCA (inclusi ibridi plug-in) e sarà crocevia della strategia di rilancio della multinazionale: “Si tratta di un provvedimento per certi aspetti obbligato, perché nei due impianti torinesi gli ammortizzatori sociali sono in esaurimento, ma che sarà utilizzato per l’avvio produttivo della 500 elettrica”, sostiene la Uilm di Torino: “Il modello, secondo quanto dichiarato dall’azienda, consentirà di raggiungere l’obiettivo della piena occupazione nel Polo torinese”.