L’arrivo in Aula del testo della manovra finanziaria slitta ancora e al momento è previsto per mercoledì 5 dicembre. “E’ evidente che si ritarderà almeno di un altro giorno”, ha dichiarato il presidente della commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi. In giornata si era parlato di un primo slittamento da lunedì a martedì, ma considerando che gli emendamenti del governo non arriveranno prima di sabato primo dicembre in serata, l’appuntamento con l’Assemblea di Montecitorio sarà ulteriormente rinviato al 5. La commissione Bilancio tornerà a riunirsi per l’esame delle nuove proposte domenica 2 alle 14.00.

Intanto oggi, dopo la notizia della revisione del Pil da parte dell’Istat (il dato peggiore dal 2014) e in linea con l’apertura nei confronti dell’Ue per evitare la procedura di infrazione sul debito, fonti del governo all’agenzia Adnkronos e all’Ansa avevano detto che l’esecutivo stava lavorando per rimodulare la manovra di 4,5/5 miliardi di euro. Fonti della presidenza del Consiglio però in serata hanno smentito l’ipotesi del taglio e anche lo scenario di un rinvio di quota 100 e reddito di cittadinanza a giugno. Nel pomeriggio però, le informazioni diffuse erano state diverse. Secondo quanto dichiarato da fonti dell’esecutivo all’agenzia Adnkronos, tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe stata anche quella di ricavare risparmi ben oltre i 3,4 miliardi di cui si è parlato in questi giorni- così da spostare l’asticella del rapporto deficit/Pil verso il 2,1%. Questo per evitare il ‘cartellino rosso’ dell’Europa, ovvero di incorrere nella temuta procedura di infrazione sul debito. Addirittura, secondo l’agenzia Ansa, non sarebbe escluso di arrivare a rinviare a giugno (dopo le Europee) l’avvio di quota 100 e reddito di cittadinanza e risparmiare così 7 miliardi. Una ipotesi intermedia – che farebbe guadagnare alle misure qualche settimana – è la discesa del deficit al 2,1%, con oltre 5 miliardi di taglio. Entrambi i casi, per ora, sono stati smentiti da Palazzo Chigi.

Ogni cifra è ancora in evoluzione, fino al momento in cui si chiuderà l’accordo tra i partner di governo. Partner che sembrano essere entrati nell’ottica di ritoccare la legge di bilancio. “L’obiettivo di questo governo è evitare la procedura d’infrazione, ma senza tradire gli italiani”, ha detto in giornata Luigi Di Maio. Parole che hanno ricalcato quelle pronunciate l’altro giorno dal leader leghista Matteo Salvini: “Faremo di tutto per evitare una procedura di infrazione contro l’Italia”. Lo stesso messaggio di cui si è fatto interprete oggi il premier Giuseppe Conte al G20: “Lavoriamo per evitare la procedura di infrazione”. Per la commissione europea un taglio del deficit dello 0,2% non sarebbe sufficiente a scongiurare l’intervento sui conti. La richiesta che arriva da Bruxelles è scendere dal 2,4 almeno al 2%. Tradotto, circa 7 miliardi.

Dei ritocchi alla legge di bilancio si potrebbe parlare in un nuovo vertice di governo al rientro di Conte e Giovanni Tria dal G20 di Buenos Aires, prima dell’approdo della manovra in Aula alla Camera, dove è attesa martedì alle 14. Si ragiona su possibili tagli aggiuntivi di spesa per circa un miliardo, mentre, stando ad alcune indiscrezioni sempre riportate dall’agenzia Adnkronos, possibili risparmi potrebbero emergere nel corso della stesura dei due decreti che introdurranno i due interventi chiave del governo giallo-verde –reddito di cittadinanza e quota 100– fermo restando che obiettivi e mission dei due capisaldi, spiegano fonti di governo, non cambiano. Intanto il dialogo continua. Ieri il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha avuto un incontro bilaterale con il commissario Ue Pierre Moscovici a margine del G20 a Buenos Aires nel solco del confronto in corso tra Roma e Bruxelles. E anche oggi dall’Argentina sono arrivate aperture di credito verso l’Italia dallo stesso Moscovici e dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.