“Non abbiamo accolto le raccomandazioni” della Commissione europea” perché “non compatibili con il nostro disegno di politica economica, più orientato alla crescita che non all’austerità“. Così il premier Giuseppe Conte, alla Camera, spiega le ragioni dello scontro tra Roma e Bruxelles, riferendo sulla bocciatura della manovra e sulla replica del governo italiano all’Ue. L’esecutivo gialloverde invierà all’Europa le sue “controdeduzioni” e trasmetterà “una replica ben articolata ed esaustiva allo scopo di illustrare i programmi e le decisioni”, promette il presidente del Consiglio in Aula. Ma sarà una risposta in cui l’Italia aprirà anche a “una rimodulazione in Parlamento di alcuni interventi, se possono accrescere gli effetti positivi sulla crescita senza alterare ratio e contenuti”. Un passo verso il dialogo: la legge di bilancio non cambia, come hanno ribadito i due vicepremier, ma può essere “rimodulata“.

“Puntualizzeremo gli effetti della manovra sulla crescita”, continua Conte. “L’Eurogruppo di luglio aveva chiesto all’Italia” di “contenere la crescita primaria entro lo 0,1%. Secondo l’opinione della commissione il documento mandato dall’Italia prevede un deterioramento dello 0,9% allontanando il Paese dal conseguimento nel medio termine che garantisce l’equilibrio di bilancio”, afferma il premier nel corso dell’informativa alla Camera. Quindi, Conte ricorda le raccomandazioni europee “in tema di politiche attive del lavoro, puntando in concreto alla modernizzazione dei centri per l’impiego, cui abbiamo destinato risorse per un miliardo di euro nel 2019″. Ma anche i “circa 36 miliardi del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”.

Il premier vuole rafforzare il concetto che le politiche economiche e le riforme che il governo italiano sta mettendo in campo sono “perfettamente in linea con le raccomandazioni” giunte dall’Ecofin. Così cita le dismissioni immobiliari, le semplificazioni, la riforma dell’insolvenza e “lo stretto monitoraggio della spesa allo scopo di garantire il rispetto assoluto del rapporto deficit-Pil“. “Poiché la divergenza con le raccomandazioni dell’Ecofin riguarda la previsioni dei numeri di finanza pubblica, in particolare il deficit e il debito per il triennio, confidiamo che le argomentazioni che forniremo saranno oggetto di attenta valutazione“, aggiunge il premier. “Nel caso in cui l’Ecofin dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione, chiederemo tempi di attuazione molto distesi. Questo tempo ci servirà per consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico”, è la ricetta che propone Conte. 

LE REPLICHE
Padoan – L’asta dei Btp ha avuto “un risultato deludente e molto allarmante che ci porta indietro alle vecchie stagioni delle manovre correttive”, ha detto invece Pier Carlo Padoan presentando gli emendamenti Pd alla manovra. “In questi mesi – ha proseguito l’ex ministro dell’Economia – sono stati tagliati i ponti con gli investitori stranieri indispensabili per il finanziamento del debito italiano. Sono molto preoccupato, lo ha detto anche Tria e su questo siamo d’accordo”. Padoan si dice anche “deluso” per l’informativa del premier Conte su “un fatto di cui non ha parlato, senza precedenti, cioè che siamo sotto procedura d’infrazione“. “Come sa benissimo – ha aggiunto Padoan nel suo intervento rivolto al presidente del Consiglio – che il debito superiore al 60% pone le condizioni per la procedura in ogni momento”.

“Il governo sta impoverendo il Paese e rappresenta un pericolo per il Paese, questo dice la Commissione, perché ha invertito il processo di difesa dei risparmi“, continua l’ex ministro. “La responsabilità del fatto che il Paese è in queste condizioni è pienamente nelle vostre mani. Questa è una manovra restrittiva, altro che espansiva”, aggiunge, ribadendo, come aveva già fatto prima di entrare in Aula, che il precedente governo Pd “non è responsabile della situazione attuale, è del tutto falso“. Bruxelles ha bocciato la manovra per il mancato rispetto del criterio del debito nel 2017. Nel mirino c’è dunque l’eredità del precedente titolare del Tesoro che andandosene da via XX Settembre ha lasciato un debito/pil al 131,2% e un “conto” da oltre 10 miliardi. La Commissione all’epoca aveva deciso di soprassedere: Roma stava portando avanti riforme in grado di migliorare la sostenibilità dei conti e aveva ottenuto flessibilità per eventi eccezionali, dal terremoto alla crisi dei rifugiati. Ora però, davanti alla scelta del governo gialloverde di presentare una finanziaria dichiaratamente non in linea con il Patto di stabilità, il giudizio è stato riaperto e il verdetto dei commissari è stato di condanna. In questo senso Padoan si difende: “Il debito c’era anche prima e l’Italia non era stata sanzionata. Adesso il debito è addirittura più basso e l’Italia viene sanzionata, perché il governo ha deciso un atteggiamento ostile nei confronti delle regole”.

Brunetta – “Lei con il suo lessico da Azzeccagarbugli ha offeso gli italiani”, dice Renato Brunetta (Forza Italia) rivolgendosi al presidente Conte. “Mi aspettavo da lei parole di verità, magari anche un’autocritica. Ho ascoltato invece un incomprensibile lessico burocratese, fatto per non far capire niente a nessuno”.  “Cambi la manovra – continua Brunetta –  Non ci porti nel baratro. E da questa parte del Parlamento avrà consenso”. “Cambi la manovra, salvi l’Italia, se lei invece andrà in Europa con le battutine su Babbo Natale non cadrà solo il vostro governo ma il Paese”.”Sorride? Sorrida pure, vuol dire che Crozza avrà un’imitazione in più”, conclude il deputato di Forza Italia.

Crosetto – “In questa manovra non vedo produzione di ricchezza. Vedo soltanto uno Stato che spende”, è il concetto su cui insiste invece Guido Crosetto di Fratelli d’Italia. “Manca lo sguardo al futuro. Si guarda al presente”, aggiunge. E, invitando Conte a “porre a Juncker il tema delle imprese italiane che trasferiscono le loro sedi fiscali in Lussemburgo“, Crosetto osserva: “Non pensate che la nostra posizione acquisita di grande economia mondiale possa resistere. Noi pensiamo di essere forti e di poter resistere al futuro ma – ammonisce – se ragioniamo con un’ottica di sei mesi non daremo un futuro ai nostri figli”.

Molinari – La bocciatura della manovra “ha un connotato fortemente politico. Non c’entrano i dati della manovra o il debito del nostro Paese che non ha fatto questo governo. La Commissione ci contesta di aver fatto delle scelte politiche come le spese per il dissesto idrogeologico, per lo spazio dato agli enti locali per tornare a dare fiato all’economia reale. Se questa è una colpa, noi ce la assumiamo molto volentieri”, ha detto il capogruppo della Lega Riccardo Molinari nel corso del dibattito seguito all’informativa del presidente del Consiglio.