di Linda Maisto e Francesco Pastore

Quello che sta facendo Umberto De Gregorio, presidente dell’Ente autonomo Volturno, la holding dei trasporti pubblici in Campania, non ha nulla a che fare con i partiti politici di appartenenza e le loro bandiere, con gli schieramenti e le alleanze,e finanche con le ideologie politiche. Quello che De Gregorio sta facendo negli ultimi mesi è la politica nel senso più alto della parola. Parliamo della politica intesa come miglioramento del benessere della collettività, della convivenza civile, della gestione della cosa pubblica. Infatti, De Gregorio si sta ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica in Campania e nel Paese per una serie di motivi condivisibili.

Prima di tutto, è un ottimo manager pubblico. Mentre l’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici a Roma, è vicina al fallimento e il Partito Radicale ha promosso un referendum per chiederne la privatizzazione, invece l’Eav ha superato in un paio d’anni il debito enorme accumulato negli anni precedenti ed è ora di nuovo in attivo, riuscendo persino a indire un concorso pubblico per l’assunzione di 350 dipendenti nell’ultimo anno. Si può essere ottimi manager anche nel settore pubblico, anche in Campania e nel Sud: c’è una “scalinatella longa longa longa, strettulella strettulella”, come quella della canzone omonima di Roberto Murolo che nessuno prende, ma che, non senza sforzi, porta molto in alto. Si tratta della scalinatella della buona gestione aziendale per uscire dalle difficoltà, accanto alla via che sembra più larga e facilmente percorribile dell’ulteriore aumento del debito.

Ma non scriviamo questo editoriale per parlare dell’Eav di cui già si è parlato tanto nei giornali. Scriviamo, invece, per raccontare alcuni episodi recenti di cronaca che hanno attratto l’attenzione anche dei media nazionali. L’ultimo episodio in ordine di tempo è quello relativo alla premiazione della signora Maria Rosaria Coppola che sulla Circumvesuviana di Napoli ha redarguito vivacemente un napoletano che senza motivo aveva aggredito un immigrato pakistano. Mentre si verificava il fatto, nessuno è intervenuto per difendere la signora dalla reazione del napoletano razzista, ma quel gesto non è passato inosservato, anzi. Il video che un altro cittadino presente aveva fatto della vicenda è diventato presto virale su Internet raccogliendo migliaia di condivisioni e commenti positivi.

Non senza ricevere critiche, De Gregorio ha organizzato una manifestazione pubblica per premiare con una targa il coraggio e il senso civico della signora Coppola. In una società che si sta imbarbarendo a causa di alcuni che soffiano sul fuoco dell’odio razziale, il gesto della signora Coppola nei confronti di quel napoletano sulla Circumvesuviana che senza motivo attaccava uno straniero è un gesto di grandissima civiltà che è bene premiare.

Nei mesi scorsi, De Gregorio aveva fatto altre battaglie condivisibili che una volta i politici più accorti di ogni schieramento facevano, prendendosi la responsabilità di essere davvero classe dirigente che promuove i comportamenti meritori e scoraggia quelli incivili. Fra le sue battaglie, di cui si trova traccia sul suo profilo Facebook, vi è quella contro chi non paga il biglietto quando usa i trasporti pubblici. Non pagare il biglietto per alcuni napoletani sembra quasi un diritto. Un giovane di San Vitaliano di 21 anni si era spinto a teorizzare sul proprio profilo Facebook che non pagare il biglietto della Circumvesuviana da sei anni era giusto dato lo stato pietoso del servizio offerto. De Gregorio ha minacciato azioni legali per chiarire la vicenda. Non è mai un diritto non pagare il biglietto perché si sta usufruendo di un servizio che costa soldi, fatica e impegno di tanti lavoratori e della intera collettività.

La vicenda è arrivata anche in tv, scatenando un altro episodio che ha avuto rilievo nazionale. Durante la trasmissione Agorà in cui si proiettava un video che faceva vedere decine di napoletani passare il tornello della Cumana senza pagare il biglietto, l’imprenditore brianzolo di simpatie leghiste Gianluca Brambilla ha accusato i napoletani di essere “antropologicamente” portati a non pagare il biglietto e avere perciò un servizio scadente. Di fronte alla minaccia di querela da parte di De Gregorio, Brambilla ha poi chiesto un incontro a De Gregorio e i due si sono chiariti.

Ma le battaglie civili da sole rischiano di non produrre risultati e allora De Gregorio sta pensando a una soluzione più efficace dal punto di vista gestionale. L’idea, già diffusa in Cina per favorire il pagamento delle imposte indirette, prevede che i biglietti del trasporto pubblico siano collegati a una lotteria. L’amore dei napoletani per il gioco potrebbe spingerli almeno a pagare il biglietto.

Ricordo che ormai oltre dieci anni fa le sigarette di contrabbando erano vendute a ogni angolo di strada e i napoletani erano rassegnati a credere che il contrabbando sarebbe durato a Napoli per sempre. Improvvisamente, invece, è scomparso appena si è reso poco conveniente con multe salate e condanne penali costose da gestire. I napoletani hanno persino imparato a non prendere il rosso del semaforo come “un consiglio di guida”, ma come un obbligo vero e proprio da quando le multe si pagano e tolgono i punti dalla patente. Ma credo che la carota piaccia di più quando ti viene offerta con un bastone in mano. Forse occorre pensare anche a qualche forma di penalità. Ci permettiamo di dare questo piccolo suggerimento al Presidente dell’Eav e speriamo davvero che riesca a vincere la sua battaglia, che merita tutta la nostra solidarietà.