Non solo non si è trovato un accordo, ma nessuno intende modificare le proprie posizioni: sugli inceneritori il governo è e rimane spaccato. Da una parte Matteo Salvini, che solo ieri ha annunciato che intende costruirne uno per ogni provincia per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania; dall’altra Luigi Di Maio che invece si è appellato al contratto di governo, dove non è previsto un intervento simile, e che sul tema non può mediare perché rappresenta uno dei pilastri del Movimento 5 stelle. Ieri sera i due ne hanno pure parlato a margine del vertice sul decreto Fiscale, ma non è stato scelta nessuna linea comune. Il primo a dare il segnale che la distanza rimane netta anche oggi è stato appunto il leader del Carroccio: “Chi dice ‘No’ provoca roghi e malattie”, ha dichiarato nel corso della registrazione di Nemo in onda stasera su Rai2. “I bimbi respirano merda“. E soprattutto, replicando al vicepremier M5s che solo ieri gli aveva detto “non c’entrano una ceppa”, ha detto: “Li faremo senza ceppa”. Una battuta, ma neanche tanto e comunque un chiaro messaggio al socio di governo. Sul punto i 5 stelle sono compatti e non possono accettare un cambio della linea. Il primo a rispondere oggi è stato il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha apostrofato il leghista come “provocatore”. Quindi è intervenuto lo stesso Di Maio: “A me dispiace che Salvini abbia deciso di lanciarsi in questa polemica e di creare tensioni nel governo“, ha detto. “Sono dispiaciuto di questa polemica sugli inceneritori perché si fonda su un tema che non essendo nel contratto di governo non si pone. Abbiamo un ministro dell’Ambiente che ha scoperto la Terra dei fuochi e conosce la Campania, quindi affidiamoci a lui. Lì ci vive la mia famiglia, io sono la persona più preoccupata”. E ancora: “Non vedo perché si debbano creare tensioni inutili per una cosa che non essendo nel contratto non si può fare e non si farà. Devo dire che mi ha un pò sorpreso la polemica di oggi perché ieri sera eravamo insieme con i sottosegretari, con Salvini, con il presidente Conte al vertice sul dl fiscale e si rideva e si scherzava in senso positivo, poi è iniziato di nuovo questo dibattito stamattina”. Quindi dal Nicaragua è intervenuto Alessandro Di Battista, in collegamento con la trasmissione di Loft Accordi e Disaccordi: “Salvini fa dichiarazioni sugli inceneritori e dimostra che non sa di cosa sta parlando”.

 Video di Alberto Sofia

“Con Di Maio ieri sera abbiamo parlato a latere della questione”, ha dichiarato il ministro dell’Interno oggi. “Chiedevo la nascita della terminologia tecnica ‘una beneamata ceppa’. Dicono no agli inceneritori, ditemi su qualcosa di sì. Ho passato la giornata a Napoli con la gente e i tecnici ed erano tutti molto preoccupati per la salute. Devi fare delle strutture”. Perché “ci sono dappertutto, in Svezia sono al centro delle città. In Lombardia ci sono ben tredici termovalorizzatori che non inquinano ma producono energia e ricchezza: chi dice sempre e solo dei “No” provoca roghi tossici e malattie”, ha attaccato il capo del Viminale. Durante la registrazione della puntata di Nemo, trasmissione di Rai Due, ha pure fatto capire che per lui il contratto di governo, il foglio dietro cui si difendono i parlamentari pentastellati componenti della commissione Ambiente della Camera, su questo punto si può anche superare: “Non ci sono nel testo? Vallo a spiegare ai bambini che fra due mesi respirano merda”, ha detto Salvini in riferimento allo stop programmato per manutenzione dell’inceneritore di Acerra che scatterà a gennaio. “Un’emergenza? Non lo dico io, ma quando il capo dei vigili mi dice che c’è il rischio di tornare alla situazione di dieci anni fa devo fare qualcosa”. “Mi chiedo: qual è la soluzione per tutelare la salute dei campani, che peraltro pagano la tassa per i rifiuti?”, ha continuato il ministro dell’Interno. “La percentuale di raccolta differenziata in Campania è quasi 20 punti inferiore a quella di altre regioni italiane. Nel 2016 la Campania ha esportato in Italia e in Europa 300mila tonnellate di rifiuti con una spesa per decine di milioni di euro. Da anni non ci sono interventi”.

A lui ha replicato anche il ministro M5s dell’Ambiente Sergio Costa: “La Campania per lo smaltimento dei rifiuti non è in emergenza ma stiamo solo in uno stato di sofferenza dovuto ai roghi tossici che conosciamo tutti”. Una questione “che è diversa dall’emergenza rifiuti, non c’è in questa regione ed abbiamo già pagato troppo per un’emergenza durata 17 anni”. La Campania, secondo i dati resi noti da Costa, si assesta al “52% di differenziata ed il trend dice salirà ancora. E’ tanto, è nella media nazionale ed è di più della media di tutto il Sud Italia. E più differenziata si fa più non servono gli inceneritori”. Se si rinuncia alla differenziata si finisce per buttare a mare “la possibilità di posti di lavoro, di una economia verde e di approvvigionamento a basso costo delle materie prime che l’Italia non ha, rinunciando così al concetto di economia circolare”, ha aggiunto ancora Costa non negando che ci sono dei problemi nella filiera di alcuni elementi riciclabili, come il vetro. Non trascurabile la questione che riguarda anche il trattamento l’umido: “Io sono per il compostaggio di prossimità a determinate condizioni – ha proseguito – il piano della Campania prevede impianti più robusti, con troppi viaggi di rifiuti ma si tratta solo di metodiche di applicazione di una buona differenziata di qualità”. Il ministro ha detto che il tema “non è inceneritori sì o no ma che se metto gli inceneritori sto rinunciando al concetto di economia verde”.