Una settimana fa sulla sua pagina Facebook ha pubblicato la foto di una ruspa che distrugge un campo nomadi a Castelnuovo Magra (La Spezia) e la scritta “Un altro passo avanti per ristabilire la legalità”. A giugno 2017 l’hanno beccata mettere un “mi piace” al commento di un utente su Facebook “la prima casa agli italiani, agli altri un forno gli darei” ed era stata costretta a scusarsi. Oggi la senatrice della Lega Stefania Pucciarelli è stata eletta presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani, la stessa che nella precedente legislatura era stata guidata da Luigi Manconi. Votata dalla maggioranza Lega-M5s, la scelta ha scatenato le critiche di parte delle opposizioni: “inadatta” per Laura Boldrini, è “un grave errore” per le senatrici Pd e una provocazione secondo il presidente di Equality Italia. E a sollevare perplessità non c’è solo Pucciarelli, ma anche alcuni dei membri della commissione: ad esempio il leghista Simone Pillon, primo firmatario della contestata legge sull’Affido condiviso, o la forzista Paola Binetti. Intanto Pucciarelli ha già parlato delle sue priorità: “Affronteremo subito il caso di Asia Bibi“, ha detto la parlamentare del Carroccio rievocando la storia della donna pakistana condannata a morte per blasfemia perché cristiana e poi assolta. “Basta persecuzioni contro i cristiani. Accendiamo i riflettori sul loro genocidio”. Soddisfatto il governo, sia la Lega, ma pure i 5 stelle che hanno augurato “buon lavoro alla collega” ribadendo che “per i diritti umani sono un tema fondamentale e un pilastro per la salute di una democrazia

Pucciarelli viene invece criticata dalle opposizioni non solo per il suo sostegno alla linea pro sgomberi dei campi nomadi, di cui ha parlato recentemente sulla sua pagina Facebook. Ma soprattutto per il caso scoppiato nel 2017, quando era consigliera regionale in Liguria per il Carroccio. Mise “mi piace” al commento di un utente su Facebook che, parlando di case popolari, scriveva: “Vogliono la casa popolare, un forno gli darei“. Pochi giorni dopo fu costretta alle scuse pubbliche: “Il commento è stato rimosso. Il mio mi piace ad esso è frutto di una mia distrazione. Non ho letto interamente il contenuto del commento. E ho messo ‘mi piace’ con leggerezza. Di questo mi scuso, e prendo doverosamente le distanze da simili affermazioni. I forni sono un triste ricordo del passato che nessuno, tantomeno io, intende restaurare”.

Secondo l’ex presidente della Camera e ora parlamentare di Leu Laura Boldrini è il segno di una grave deriva: “Tutti i giorni”, ha scritto su Twitter, “un nuovo passo verso una deriva culturale e politica. Ma dove vogliono portare il nostro Paese?”. Per il Partito democratico invece si tratta di “un grave errore”. “Come capogruppo”, ha denunciato la senatrice Pd ed ex ministra Valeria Fedeli, “ho votato insieme alle colleghe Cirinnà, Iori e Messina per eleggere Emma Bonino presidente in quanto figura di grande prestigio e capacità per guidare i lavori della Commissione diritti umani. E’ un grave errore che la maggioranza abbia fatto prevalere una logica di schieramento invece che valorizzare la competenza di Emma e il suo impegno decennale su questi temi. Purtroppo gli otto voti espressi in suo favore non sono stati sufficienti per eleggerla”. All’attacco anche il deputato dem Emanuele Fiano che su Twitter ha scritto: “Complimenti, un’esperta del settore”.

Tra i primi a protestare c’è stato Giuseppe Civati, fondatore di Possibile: “E’ l’ennesimo atto di prepotenza della maggioranza, con la Lega che detta e il Movimento 5 stelle che sottoscrive. La Commissione sui diritti umani viene travolta dalla ruspa leghista ed è difficile immaginare che possa portare avanti un lavoro all’altezza del compito istituzionale che gli spetta. Ma non è certo stato un caso, o un infortunio: è tutto frutto di un disegno ben preciso per calpestare i diritti umani. Con i 5 Stelle pienamente coinvolti”. Condanna condivisa anche dal presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso: “Si tratta di una nomina stupefacente, si è deciso di far coordinare una commissione che si occupa di diritti delle persone escluse ad un’esponente politica che non manca occasione per esprimere tutta la sua avversione nei confronti delle persone migranti e in particolare di quelle Rom. Insomma la maggioranza ha messo una lupa nel recinto di un gregge indifeso. E’ disgustoso, per chi ogni giorno opera a sostegno di tutte le persone discriminate, in ragione della loro provenienza, credo, genere, identità o orientamento sessuale, dover assistere a una tale provocazione di cui la maggiore responsabilità portano i senatori dei 5 Stelle, un movimento che a parole nella scorsa legislatura si dichiarava vicino alle sofferenze degli esclusi e oggi, senza batter ciglio, ha eletto una leghista razzista a guida della Commissione che dovrebbe combattere ogni forma di emarginazione”.

Questi gli altri membri della commissione. Per il M5s sono stati scelti Alberto Airola, Elena Botto, Stefano Patuanelli, Daniela Donno, Barbara Guidolin, Alessandra Maiorino, Michela Montevecchi, Gaspare Antonio Marinello, Loredana Russo. Per Forza Italia: Paola Binetti, Gianmanco Gabriella, Barbara Masini, Stefania Craxi, Barbara Masini, Mariarosaria Rossi. Per Più Europa: Emma Bonino. Per Il Pd: Vanna Iori, Valeria Fedeli, Messina Assuntela, Monica Cirinnà. Per la Lega: William De Vecchis, Cesare Pianasso, Simone Pillon. Poi Isabella Rauti (Fratelli d’Italia) e Julia Unterberger del gruppo Autonomie.