“Contrasti tra M5s e Lega? Non stiamo affatto litigando. Ogni giorno sui giornali leggiamo dei litigi e sorridiamo”. Lo afferma a Dimartedì (La7) il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che aggiunge: “Abbiamo fatto vertici da quando ci siamo insediati. Le nostre sono riforme importanti e le vogliamo fare bene. E’ normale che ci sia una diversità di opinioni. Sarebbe strano se non ci fosse. Nella manovra abbiamo inserito quasi tutto l’intero programma di governo. Nell’arco di qualche mese probabilmente avremo realizzato l’80% del contratto“.
E puntualizza: “Non sono il giudice tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, io sono avvocato. In realtà, sono il garante dell’attuazione dell’accordo tra M5s e Lega, che io ho condiviso. Il mio ruolo mi deriva dall’art.95 della Costituzione. Ho l’onere e la responsabilità di operare una sintesi politica. Non litighiamo affatto, il mio è un compito molto semplice”.
Conte poi sottolinea: “Davanti alla Commissione Europea, insieme al ministro dell’Economia Giovanni Tria, spiegheremo la manovra. Cosa concediamo all’Europa? Noi dobbiamo concedere ai cittadini italiani, non all’Europa“.
Floris osserva: “Avete trovato una via molto italiana, cioè rimandare gli interventi“.
Lei sembra un europeo che parla male degli italian. Dateci qualche mese”, ribatte il presidente del Consiglio.
Conte smentisce il sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, che nella stessa trasmissione aveva affermato che sarebbe stato il governo a raggiungere gli aventi diritto al reddito di cittadinanza: “No, i richiedenti il reddito di cittadinanza dovranno farsi avanti. Noi non andremo a scovare nessuno“.
“E se la crescita non rispetterà le previsioni con effetti sul deficit e sul debito?”, chiede Floris.
Conte risponde: “Adotteremo misure di contenimento della spesa. Abbiamo già introdotto nel Def il task “taglia-forbici” (in realtà, Di Maio lo ha definito “team mani di forbici”, ndr), cioè andremo a tagliare tutti gli sprechi e le spese inutili. Confidiamo di partire con la task force “taglia-forbici” prima. Se poi non dovessimo riuscire, cercheremo dei meccanismi di contenimento della spesa”.
Il presidente del Consiglio poi definisce l’appellativo “populista”: “Significa appoggiare l’orecchio vicino alla gente, ascoltarla e realizzare il suo interesse. Il popolo è la somma degli azionisti che sostengono questo governo. E sono anche coloro che non sono d’accordo, ovviamente. Quando ho assunto la responsabilità di governo, sin dal primo giorno non ho pensato alla destra o alla sinistra. Questi sono schemi ideologici superati ed elaborati nel ‘900″.
Battuta finale su Trump: “E’ noto che con lui io abbia un rapporto personale di particolare simpatia. Trump sta facendo molto bene nel suo Paese. Lui è una persona molto pratica, non è un politologo o un politico di professione. E sta conseguendo dei risultati notevoli. Non voglio sbilanciarmi nel giudizio su di lui, perché negli Usa devono votare e non voglio creare un’interferenza in un Paese alleato“.
E chiosa: “Come mi vedo in futuro? Alla guida del governo”.